La storia di Verona
Verona è una città che vanta origini molto antiche; essa ha ospitato varie popolazioni fra cui Veneti, Euganei, Reti e Etruschi, secondo quanto documentano gli stessi Catone e Livio Plinio.
La sua fondazione risale al 49 a.C. durante il periodo della dominazione romana, quando la città acquisisce la cittadinanza romana e viene promossa “municipium”, titolo che permette la realizzazione di opere importanti quali: le mura, le porte, le strade e le fognature. Per Verona passavano importanti strade romane, tra cui la via Gallica, la via Augusta e la via Postumia. Tra il III e il IV secolo, a seguito dello sgretolarsi dell’ Impero Romano, la città viene convertita al Cristianesimo ad opera di San Zeno, vescovo della città. Successivamente, Verona diventa terra di conquista per gli invasori d’oltralpe.
Tra il 493 e il 526, Verona conosce un periodo di grande splendore, durante il regno del re ostrogoto Teodorico, che la sceglie come residenza, incentivando la costruzione di palazzi, acquedotti, terme e nuove mura difensive. La città cade poi in mano ai Longobardi, diventando un ducato del regno di Re Alboino. Nel 774 d.C. Verona è testimone dell’ ultima resistenza longobarda, guidata da Adelchi, contro i Franchi di Carlomagno. Dal 774 viene incorporata nell’ Impero carolingio e sotto Pipino, figlio di Carlomagno, diventa anche sede del Regno d’Italia. Nel 1136 la città diventa Comune e partecipa alle lotte tra comuni e impero. Diventa sede pontificia con Papa Lucio III dal 1181 al 1185, anno in cui a Verona si è tenuto il conclave che ha eletto Papa Urbano III. Durante il medioevo cade sotto la famiglia della Scala o famiglia Scaligera, una dinastia di tendenza "Guelfi e Ghibellini" Ghibellina e popolare che governò sulla città Verona dal 1262 al 1387; fu con "Mastino della Scala" che la città veneta passò in forma non traumatica da Comune a Signoria, decretando il tramonto delle libertà comunali. In questi anni, Verona conosce un lungo periodo di splendore e prosperità economica e culturale con l’edificazione di castelli, chiese e palazzi, e ospita artisti del calibro di Giotto, Dante Alighieri e Petrarca. Nel 1387 l’ultimo degli Scaligeri, Antonio, fu spodestato da Gian Galeazzo Visconti, decretando quindi la fine della tirannia Scaligera, ma anche la fine dell’ indipendenza. Infatti, il dominio Visconteo (1387-1402) è stato rigido e severo, caratterizzato da lotte e ribellioni dominate nel sangue; con la morte di Gian Galeazzo, cade anche la signoria Viscontea a Verona. Nei primi anni del 1400, Verona è stata spesso teatro di conflitti armati da parte di eserciti mercenari delle varie casate "egemoniche" del nord Italia. Una delle piú brutali è stata, per esempio, quella dei Da Carrara guidati da Francesco da Carrara che nel 1404 conquista Verona e se ne proclama signore. Il suo governo fu breve, poiché minacciato all'esterno dall'armata veneta e assediato all'interno dalla stessa popolazione. Infatti il 24 giugno 1405 Verona si consegna spontaneamente a Venezia e da questo momento farà parte della Serenissima per quasi quattro secoli (1405-1796), ad eccezione di due brevi intervalli (1439 e 1509-1517).
Il governo veneto, equo e moderato, ha permesso una certa autonomia, ma ha vietato l'esportazione, che era molto importante per il commercio veronese, e ha preteso anche il controllo della pubblica amministrazione.
Verona, stremata nelle finanze fin dal tempo degli ultimi Scaligeri ed ora ostacolata nei commerci, non ha goduto di grande floridezza economica, ma ha avuto, in compenso, un lungo periodo dl pace quasi assoluta e di benessere generale, senza profondi mutamenti nella vita economica e politica della città.
Con la dominazione veneziana, la città di Verona coltiva gli aspetti più intellettuali e culturali diventando una meta quasi obbligata per i pensatori e gli artisti di quel tempo, come Goethe, Heine, Stendhal. Il 1796 segna un momento molto importante per la città di Verona: l’ entrata delle truppe di Napoleone Bonaparte nella città. In seguito, la firma del trattato di Campoformio del 1797 stabilisce il passaggio dell’intera area veneta sotto il controllo degli Austriaci, salvo una breve parentesi tra il 1805 e il 1814 nella quale, dando seguito al Trattato di Presburgo, l’area entra a far parte del Regno Italico di Napoleone Bonaparte. Successivamente al Congresso di Vienna del 1814-1815, l’area veneta ritorna in possesso degli Austriaci (Regno Lombardo-Veneto) e Verona diventa uno dei capisaldi del Quadrilatero.
Nel 1866 l’area veneta viene annessa al Regno d’Italia , e quindi, da questo momento, anche Verona seguirà le vicende storiche del proprio Paese.