La protesta per i rifiuti in Croazia porta circa 50mila persone nelle strade di Zagabria: al centro 37mila tonnellate di scarti industriali interrati vicino a Gospić.
La protesta rifiuti Croazia ha riunito circa 50mila persone a Zagabria per chiedere la bonifica immediata di un sito contaminato alla periferia di Gospić, nella regione centrale della Lika. La mobilitazione è nata dopo la scoperta di decine di migliaia di tonnellate di rifiuti industriali, in parte pericolosi, accumulati e interrati nel terreno.
Protesta rifiuti Croazia: richieste e indagini
Come riferisce la ricostruzione pubblicata il 5 settembre dal Fatto Quotidiano, la manifestazione è stata organizzata dall’iniziativa civica Gospić je naš dom. I partecipanti hanno chiesto tempi certi per la rimozione dei materiali e un monitoraggio costante dell’area. Gli organizzatori hanno sottolineato il carattere apartitico dell’iniziativa, alla quale hanno aderito esponenti di schieramenti diversi.
Nel sito sarebbero presenti circa 37mila tonnellate di scarti. Secondo l’inchiesta dell’ufficio anticorruzione croato Uskok, tra il 2022 e il 2024 sarebbero arrivati illegalmente anche rifiuti provenienti dall’Italia e dalla Slovenia. Le analisi svolte nell’ambito dell’indagine avrebbero inoltre individuato PFAS nelle acque sotterranee a valle dell’area. Il tema degli interventi necessari nei territori esposti ai PFAS riguarda da vicino anche il Veneto.
Il governo guidato da Andrej Plenković ha promesso di accelerare la bonifica. Il premier ha sostenuto che, sulla base dei controlli disponibili, l’acqua della rete idrica resta potabile e non emergono pericoli immediati per la popolazione. Zagabria ha inoltre annunciato l’intenzione di trasferire all’estero circa 30mila tonnellate di materiali, poiché nel Paese non esisterebbero impianti adeguati per il loro trattamento.
Il Parlamento croato ha chiesto controlli continuativi su acqua, suolo e aria, oltre a una relazione del governo entro 90 giorni. La pressione della piazza punta ora a trasformare gli annunci in un calendario verificabile di rimozione, trasporto e messa in sicurezza del sito.
