martedì, Settembre 8, 2026
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Spesa a Verona, supermercati e risparmio: fino a 981 euro di differenza all’anno

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La spesa a Verona può cambiare sensibilmente da un supermercato all’altro: la nuova indagine sui prezzi stima fino a 981 euro di differenza annua. Quattro punti vendita Rossetto figurano inoltre tra i dieci più convenienti d’Italia.

Spesa a Verona: i risultati dell’indagine sui supermercati

La spesa a Verona può costare quasi mille euro in più o in meno all’anno a seconda del punto vendita scelto. L’ultima indagine sui supermercati misura una differenza massima di 981 euro tra gli esercizi visitati nel capoluogo, un dato che rende concreto l’effetto della scelta dell’insegna sul bilancio familiare.

La rilevazione nazionale ha raccolto circa 1,5 milioni di prezzi in 1.158 supermercati, ipermercati e discount di 67 città. I controlli sono stati svolti tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026 su 124 categorie di prodotti, includendo anche le promozioni disponibili sugli scaffali. La classifica dei supermercati più convenienti del 2026 distingue inoltre tra prodotti di marca, articoli a marchio dell’insegna, prodotti economici e carrello misto.

Rossetto resta nella top ten nazionale

La catena veronese Rossetto perde il primo posto assoluto detenuto negli anni precedenti, ma conserva una presenza significativa nelle prime posizioni: quattro suoi punti vendita, distribuiti tra Verona, Sona, Marcon e Brescia, entrano nella top ten nazionale. Nel confronto cittadino figurano ai primi posti i negozi Rossetto di Mattarana e Borgo Venezia, seguiti da Famila Superstore Saval ed Esselunga Superstore.

Tra gli altri esercizi veronesi considerati compaiono Famila Superstore Borgo Roma e Frugose, Esselunga di corso Milano e via Fincato, oltre a Famila, Pam, Eurospar e Pam Bra. La graduatoria non indica però un vincitore unico per ogni famiglia: la convenienza cambia in base alla composizione del carrello e alle marche acquistate.

Veneto tra le aree meno care

Il quadro regionale risulta relativamente favorevole. In Veneto la spesa media stimata è di 6.975 euro annui per famiglia, contro 7.390 euro della media nazionale, e assorbe circa il 12% del reddito familiare. A livello nazionale, modificare insegna e abitudini d’acquisto può generare risparmi molto più elevati, fino a 3.790 euro l’anno nei casi estremi analizzati.

Per valutare il vantaggio reale occorre considerare anche distanza, carburante e frequenza degli acquisti. Il confronto si inserisce infatti in un bilancio domestico già interessato da altre variazioni, come i recenti aumenti dei prezzi di benzina e gasolio. Una lista programmata e il confronto tra panieri omogenei restano gli strumenti più utili per trasformare la classifica in risparmio effettivo.

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