venerdì, Settembre 18, 2026
Pubblicità

Chirurgia robotica a Negrar, nove interventi in diretta al congresso europeo ERUS26

Pubblicità

La chirurgia robotica a Negrar è stata protagonista del congresso europeo ERUS26: nove interventi trasmessi in diretta dal Sacro Cuore, quattro piattaforme impiegate e un confronto internazionale sulle tecniche urologiche mini-invasive con circa mille specialisti.

Chirurgia robotica a Negrar, quattro sistemi operativi per ERUS26

La chirurgia robotica a Negrar ha avuto un ruolo centrale nel 23° congresso ERUS26, appuntamento della sezione dedicata alla robotica dell’Associazione europea di Urologia. Durante le tre giornate, dal 9 all’11 settembre, sono stati eseguiti 54 interventi collegati in diretta da sale operatorie italiane e straniere. Nove procedure sono state condotte all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria.

La struttura veronese è stata scelta come sede del maggior numero di interventi trasmessi nell’ambito del congresso, al quale hanno partecipato circa mille specialisti provenienti da diversi Paesi. Il collegamento ha consentito ai medici di seguire le operazioni, discutere le scelte tecniche e confrontare l’impiego delle diverse piattaforme.

Quattro robot nella stessa struttura. Nelle sale operatorie di Negrar sono stati utilizzati il Da Vinci 5, il Da Vinci Xi, il Da Vinci single port e il sistema Hugo Ras. Ogni apparecchiatura presenta caratteristiche specifiche, dalla possibilità di operare attraverso un solo accesso alla percezione della forza esercitata sui tessuti.

Il Da Vinci 5 dispone infatti della tecnologia Force Feedback: sensori collocati vicino alle estremità degli strumenti restituiscono al chirurgo una percezione tattile, utile per calibrare con maggiore precisione i movimenti dalla consolle. L’ospedale aveva già illustrato le caratteristiche del robot tattile Da Vinci 5 dopo i primi interventi italiani realizzati nella struttura.

Formazione e confronto internazionale. Le procedure in diretta hanno riguardato casi urologici selezionati e sono state accompagnate dal dialogo con gli specialisti riuniti al congresso. Il valore scientifico dell’iniziativa sta nella possibilità di osservare tecniche diverse in tempo reale, valutando vantaggi, limiti e applicazioni cliniche.

Per il territorio veronese la partecipazione rafforza il profilo dell’IRCCS come centro di riferimento per la chirurgia mini-invasiva. La dotazione tecnologica, tuttavia, resta uno strumento nelle mani delle équipe: programmazione dell’intervento, esperienza degli operatori e valutazione del singolo paziente continuano a determinare il percorso di cura.

L’attività presentata all’ERUS26 conferma anche il peso crescente della formazione collegata alle sale operatorie. La trasmissione protetta degli interventi permette di condividere procedure complesse senza spostare i pazienti e favorisce un aggiornamento diretto tra professionisti, con ricadute attese sulla qualità e sulla sicurezza dell’assistenza.

SEGUICI

9,253FansMi piace
3,533FollowerSegui
2,652IscrittiIscriviti
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

ULTIMI ARTICOLI

Pubblicità