Anziani non autosufficienti: nel territorio dell’Ulss 9 Scaligera circa duemila persone attendono un posto in struttura. I sindacati dei pensionati chiedono più impegnative di residenzialità, rette sostenibili, servizi diurni e sostegni concreti alle famiglie e ai caregiver.
Anziani non autosufficienti, il quadro nella provincia di Verona
Gli anziani non autosufficienti in attesa di entrare in una struttura nel territorio dell’Ulss 9 Scaligera sarebbero circa duemila. Il dato è stato richiamato congiuntamente da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Verona, che descrivono una difficoltà strutturale legata all’invecchiamento della popolazione, all’aumento dei bisogni assistenziali e alla pressione sulle famiglie.
Liste d’attesa e costi per le famiglie
Secondo i numeri riportati dalle organizzazioni sindacali, in Veneto le persone in attesa sarebbero circa undicimila. A Verona la retta mensile indicata oscilla mediamente tra 1.930 e 2.020 euro quando è disponibile l’impegnativa regionale; senza il contributo pubblico, il costo può salire tra 2.840 e 2.916 euro, a seconda della struttura.
Il quadro completo sulle liste d’attesa degli anziani nel Veronese evidenzia come il peso dell’assistenza ricada spesso sui nuclei familiari. I caregiver devono conciliare cura, lavoro e vita privata, mentre le disponibilità economiche diventano decisive per trovare una risposta tempestiva.
Le richieste su residenzialità e servizi territoriali
I sindacati chiedono di aumentare il numero e il valore delle impegnative di residenzialità, ridurre i tempi di attesa, rafforzare la presenza pubblica nelle Rsa e rivedere gli standard di accreditamento e finanziamento. Tra le proposte figurano anche il potenziamento dei centri diurni e misure più efficaci per sostenere chi assiste un familiare a casa.
Un altro nodo è la riforma delle Ipab, prevista da anni e indicata come necessaria per aggiornare l’organizzazione dell’assistenza. Secondo le sigle dei pensionati, il riordino dovrebbe procedere insieme a interventi immediati, senza attendere la conclusione del percorso legislativo.
Nel sistema di prossimità rientrano anche le Case di comunità e i servizi sanitari territoriali, chiamati a intercettare i bisogni prima che diventino emergenze. Per le famiglie veronesi resta però centrale la disponibilità concreta di posti, assistenza domiciliare e sostegni economici adeguati.
