giovedì, Settembre 17, 2026
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Centrale 112 a Verona, scelta l’ex Scuola Americana per la nuova sede regionale veneta

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La centrale 112 a Verona sorgerà nell’area dell’ex Scuola Americana di lungadige Attiraglio. La struttura sarà una delle due Centrali Uniche di Risposta previste in Veneto e smisterà le richieste verso sanità, forze dell’ordine e vigili del fuoco. L’attivazione è prevista nel 2028.

Centrale 112 a Verona, individuata l’area per la nuova sede

La centrale 112 a Verona sarà realizzata in un’area collegata al complesso dell’ex Scuola Americana, in lungadige Attiraglio. Il Comune metterà lo spazio a disposizione dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata per consentire l’avvio della progettazione preliminare.

Una delle due centrali previste in Veneto

La sede veronese sarà una delle due Centrali Uniche di Risposta previste dalla Regione; l’altra sorgerà a Venezia. Il progetto regionale del Numero Unico Europeo 112 comprende anche una nuova infrastruttura digitale e l’introduzione della tecnologia Next-Generation 112.

Il sistema consentirà ai cittadini di usare un solo numero per chiedere aiuto. Gli operatori della centrale raccoglieranno le prime informazioni, localizzeranno la chiamata e la inoltreranno alla sala operativa competente: emergenza sanitaria, Polizia, Carabinieri, vigili del fuoco o altri servizi coinvolti.

Progettazione e tempi di attivazione

Per Verona è stata confermata la disponibilità dell’area dell’ex Scuola Americana. A Venezia è già stato definito il progetto di massima ed è stato affidato l’incarico per la progettazione esecutiva. Parallelamente procede il lavoro sulle dotazioni informatiche e sul modello organizzativo per lo smistamento delle chiamate.

L’entrata a regime delle due centrali venete è indicata per il 2028. Fino a quel momento continuerà a funzionare il modello transitorio, con la presa in carico iniziale affidata all’Arma dei Carabinieri.

Cosa cambierà per cittadini e soccorritori

La Centrale Unica di Risposta non sostituirà le sale operative specialistiche, ma fungerà da primo punto di accesso. L’obiettivo è ridurre i passaggi inutili, gestire meglio i picchi di chiamate e trasmettere rapidamente le informazioni utili al servizio competente.

La localizzazione e la condivisione digitale dei dati potranno essere particolarmente importanti negli incidenti stradali, nelle emergenze sanitarie e negli interventi che richiedono più corpi. Per Verona la scelta della sede rafforza inoltre il ruolo della città nell’organizzazione regionale dei servizi di emergenza.

Il percorso richiederà coordinamento tra enti, formazione degli operatori e prove tecniche prima dell’apertura definitiva al pubblico.

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