lunedì, Settembre 21, 2026
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Servizi sociali nell’Est Veronese, 26 sindaci al confronto: i sindacati chiedono un ente pubblico

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I servizi sociali dell’Est Veronese al centro del confronto previsto il 21 settembre tra 26 sindaci. UIL FP e FP CGIL chiedono un ente non economico per l’ATS VEN 27, con tutele pubbliche per il personale e continuità dell’assistenza. Resta aperta la possibilità di una nuova protesta.

La forma del nuovo organismo associato torna sul tavolo delle amministrazioni. Secondo Giornale Adige, l’ambito comprende il territorio del Distretto 2 dell’Ulss 9 Scaligera: da San Bonifacio a Soave, da Cologna Veneta alla Lessinia orientale. Dopo la separazione dal precedente ATS VEN 20 Verona, opera autonomamente dal primo marzo 2026.

Servizi sociali, la scelta riguarda anche il personale

Il confronto tra natura economica e non economica investe l’organizzazione del welfare e le regole applicabili ai dipendenti. Le due sigle sindacali sostengono la seconda soluzione e chiedono di mantenere il contratto collettivo Funzioni Locali. L’obiettivo dichiarato è tutelare chi lavora nell’assistenza e conservare la gestione dei servizi sociali nel perimetro pubblico.

Come riporta La Cronaca di Verona, Marco Bognin per UIL FP Verona e Valentino Geri per FP CGIL richiamano anche il controllo democratico e la continuità degli interventi territoriali. Nella loro lettura, il finanziamento pubblico delle prestazioni sociali rafforza la richiesta di un organismo non economico.

I rappresentanti dei lavoratori temono invece che la scelta economica comporti rapporti regolati dal diritto privato, riducendo alcune possibilità proprie del pubblico impiego, tra cui la mobilità fra amministrazioni. Si tratta della posizione espressa dai sindacati in vista della decisione, non dell’esito del confronto.

Mobilitazione possibile, ma si cerca un accordo

UIL FP e FP CGIL ricordano il precedente sciopero e si dicono disponibili a nuove iniziative. Allo stesso tempo auspicano una soluzione che eviti un altro scontro. Nelle dichiarazioni riportate non viene indicata una data per una nuova astensione dal lavoro.

Per i Comuni della provincia di Verona coinvolti, il passaggio riguarda quindi sia il coordinamento dell’assistenza sia le garanzie del personale chiamato a erogarla.

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