venerdì, Settembre 25, 2026
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Coldiretti e Philip Morris Italia celebrano a Napoli i 15 anni dagli accordi di filiera

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(Adnkronos) – La Campania si conferma un territorio strategico per la filiera tabacchicola italiana e un esempio concreto di come la collaborazione tra agricoltura e industria possa tradursi in valore economico e occupazionale. È questo il tema al centro della terza tappa del Roadshow territoriale promosso da Coldiretti e Philip Morris Italia, che si è tenuta oggi a Napoli per celebrare i quindici anni dell’accordo di filiera e guardare alle prospettive di sviluppo del comparto. Dopo Perugia e Verona, l’appuntamento campano ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo, delle imprese e delle organizzazioni di categoria per fare il punto sul ruolo della filiera, sugli investimenti realizzati e sulle opportunità legate all’innovazione. I numeri restituiscono la rilevanza della filiera per l’economia regionale: oltre il 50% della produzione tabacchicola campana viene acquistato ogni anno nell’ambito dell’accordo tra Coldiretti e Philip Morris Italia. Secondo le stime degli impatti diretti, indiretti e indotti, questa attività genera annualmente 24,8 milioni di euro di valore aggiunto e coinvolge oltre 10.000 lavoratori, contribuendo alla stabilità delle imprese agricole e dell’indotto nelle aree della regione. 

“La forza di questi accordi risiede nella capacità di generare benefici concreti lungo tutta la filiera e di trasformare gli investimenti in opportunità reali per le comunità. I risultati raggiunti in Campania confermano l’importanza di continuare a investire in innovazione e nello sviluppo delle competenze per affrontare le sfide dei prossimi anni. La Regione Campania può diventare un vero e proprio laboratorio territoriale e istituzionale, nel quale rafforzare ulteriormente il dialogo tra agricoltori, imprese e istituzioni per valorizzare e promuovere a livello europeo questo modello di filiera. – ha dichiarato Cesare Tripella, Direttore Value Chain & External Engagement di Philip Morris Italia – “In questo senso, la collaborazione con Coldiretti e il Ministero dell’Agricoltura continua a dimostrare quanto la sinergia tra industria, istituzioni locali e territorio possa creare valore per il Paese, garantire stabilità economica e costruire nuove opportunità per le generazioni future”. Siglati nel 2011 e rinnovati nel 2024 per un ulteriore decennio, gli accordi di filiera guardano oggi al 2034 e prevedono investimenti fino a 1 miliardo di euro, che si aggiungono a quelli realizzati negli anni precedenti, portando a circa 3 miliardi di euro il valore complessivo degli investimenti nell’ambito della collaborazione. 

Nel corso dell’evento è stato inoltre evidenziato come questo modello abbia accompagnato l’evoluzione della tabacchicoltura italiana attraverso iniziative concrete a supporto delle aziende. Dall’introduzione di strumenti digitali per il monitoraggio delle coltivazioni alle soluzioni per una gestione più efficiente delle risorse idriche, fino ai sistemi di supporto alle decisioni e agli interventi dedicati alla tracciabilità, il percorso sviluppato negli anni ha contribuito a rendere le imprese agricole sempre più efficienti, resilienti e orientate al futuro. 

 

“Negli ultimi 15 anni l’accordo di filiera Coldiretti-Philip Morris Italia ha dimostrato che quando l’agricoltura è protagonista delle scelte di filiera si creano condizioni concrete di stabilità, investimento e crescita. Rinnovato fino al 2034, unico caso nel panorama agricolo italiano, l’accordo in Campania ha un valore straordinario per gli impatti economico-occupazionali che genera e per la capacità di garantire un giusto reddito agli agricoltori. È un’esperienza che può rappresentare un riferimento utile anche per altri comparti dell’agricoltura italiana, perché mette al centro l’impresa agricola e costruisce valore lungo tutta la filiera”, ha dichiarato Gennarino Masiello, Vicepresidente Nazionale Coldiretti, Presidente ONT Italia e Presidente UNITAB Europa. “In questo scenario – ha proseguito – dobbiamo fare in modo che l’evoluzione normativa europea sostenga, e non indebolisca, questo modello virtuoso di filiera. La revisione delle regole che interessano il settore deve partire da valutazioni di impatto che tengano realmente conto degli effetti su produzione, investimenti, redditività e occupazione. L’Europa deve difendere le proprie filiere e accompagnarne l’innovazione, non introdurre vincoli che rischiano di rendere meno competitiva la produzione europea e di spostare valore verso operatori extra-UE soggetti a standard sociali e ambientali molto inferiori. La tutela della filiera tabacchicola italiana – ha concluso Masiello – passa anche da qui: regole lungimiranti, equilibrate e coerenti con gli obiettivi di sostenibilità, ma capaci di salvaguardare la competitività di chi produce, investe e crea valore nei territori”. 

Tra i temi affrontati durante il confronto anche il ricambio generazionale, il sostegno alla formazione dei più giovani, la diffusione delle competenze tecniche e il ruolo delle filiere strutturate nel favorire la capacità delle imprese di investire, innovare e affrontare un contesto economico e climatico in continua evoluzione. La tappa di Napoli ha così offerto un’ulteriore occasione per raccontare una collaborazione che, dopo quindici anni, continua a produrre risultati concreti nei territori. Un percorso che guarda al futuro partendo dalle imprese, dalla valorizzazione delle produzioni e dalla capacità di creare opportunità per le comunità locali, confermando il ruolo strategico delle regioni nello sviluppo della filiera tabacchicola italiana. 

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economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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