Depemokimab “sarà una rivoluzione nella rivoluzione della terapia biologica per l’asma grave, perché per il paziente c’è un beneficio infinito e non soltanto nella quotidianità, grazie al fatto di non doversi preoccupare di inserire la somministrazione della terapia nel proprio percorso giornaliero. Non dimentichiamo che questi sono spesso pazienti giovani che continuano a lavorare e che devono conciliare le somministrazioni con gli accessi in ospedale per i controlli, che richiedono parecchio tempo tra attese e aspetti pratici. Credo che questo aspetto cambierà completamente la gestione della terapia”. Lo ha detto Claudia Crimi, professoressa associata di Malattie dell’apparato respiratorio presso l’università di Catania, nel corso del XXVII Congresso nazionale organizzato a Roma dalla Società italiana di pneumologia (Sip). Depemokimab è il primo farmaco biologico ultra-long-acting approvato dalla Commissione europea nel febbraio 2026 come trattamento aggiuntivo di mantenimento per l’asma grave con infiammazione di tipo 2 e come terapia aggiuntiva per la rinosinusite cronica grave con poliposi nasale.
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