(Adnkronos) – Proteste studentesche sempre più violente in Francia. Il movimento, nato dalle proteste contro le condizioni della scuola pubblica, la carenza di insegnanti, le classi sovraffollate e le strutture considerate inadeguate, si è esteso anche a studenti universitari, genitori, insegnanti e sindacati. Secondo gli ultimi dati riportati dalla stampa francese, oltre 200 liceali sono rimasti feriti dall’inizio della mobilitazione.
Secondo il ministro dell’Istruzione francese Edouard Geffray, 88 membri del personale scolastico sono rimasti feriti dall’inizio della mobilitazione, mentre 24 istituti sono stati danneggiati, “incendiati o saccheggiate”, al punto da non poter riaprire nell’immediato. Le scuole chiuse privano inoltre “quasi 30mila studenti della possibilità di frequentare le lezioni in presenza”, ha detto all’Assemblea nazionale .
Parlando dei dipendenti della scuola rimasti feriti, il ministro ha precisato che quasi la metà dei dipendenti feriti sono presidi o vicepresidi e “in moltissimi casi, sono stati presi di mira deliberatamente. Non avevamo mai visto niente di simile” prima d’ora. Oltre ai danni alle scuole, la cui chiusura causerà “un enorme svantaggio” per il percorso scolastico, il ministro ha denunciato che centinaia di esercizi commerciali sono stati colpiti da “danni molto gravi”, attualmente stimati in diverse decine di milioni di euro. Tra i 20 e i 30 milioni di euro, sottolinea Bfmtv.
La giornata di ieri, martedì 6 ottobre, ha rappresentato finora il momento più partecipato della protesta: secondo il ministero dell’Interno, 266mila persone hanno manifestato in tutta la Francia, di cui 56mila a Parigi, mentre gli organizzatori hanno stimato 450mila partecipanti, 100mila nella capitale. La protesta si è svolta in gran parte pacificamente, anche se a Parigi si sono verificati scontri al termine del corteo. Sono inoltre almeno 700 gli appartenenti alle forze dell’ordine feriti. Dal 28 settembre gli arresti effettuati nell’ambito del movimento sono oltre 6.500.
Particolarmente delicato è diventato il tema dell’uso della forza da parte della polizia. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato la sospensione dell’utilizzo delle granate assordanti nell’ambito del movimento liceale, mentre sono ormai 18 le indagini interne affidate all’IGPN per presunte violenze della polizia.
La decisione arriva dopo diversi episodi che hanno coinvolto minorenni. A Lens, un 15enne ha perso una mano dopo essere entrato in contatto con una granata durante una manifestazione. A Saint-Ouen-l’Aumône, invece, un 14enne, Eden, è stato gravemente ferito al volto da una granata lacrimogena sparata da un agente: il poliziotto è stato incriminato per violenze commesse da un pubblico ufficiale con conseguenze di mutilazione o invalidità permanente. A Tours, un altro adolescente di 16 anni ha perso l’uso di un occhio.
Il governo ha cercato intanto di aprire un nuovo canale di dialogo con gli studenti. Il premier Sébastien Lecornu ha annunciato la possibilità di sospendere le lezioni per una mezza giornata tra mercoledì e venerdì, lasciando alle scuole uno spazio per organizzare un confronto con gli studenti. Ha inoltre promesso di intervenire su Parcoursup, il sistema di accesso all’università, per renderlo più trasparente e semplice.
La proposta, però, non ha fermato la mobilitazione. Le organizzazioni studentesche hanno annunciato la prosecuzione dei blocchi oggi e nuovi cortei per giovedì. La richiesta è quella di un intervento da almeno 10 miliardi di euro per finanziare dieci misure urgenti a sostegno dell’istruzione.
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