(Adnkronos) – Una nuova varietà italiana entra nel percorso di sviluppo commerciale dell’agrumicoltura nazionale. Si chiama Perrina ed è la clementina tardiva nata da un’intensa attività di ricerca privata italiana: la varietà ha ottenuto la privativa comunitaria dal Community Plant Variety Office (Cpvo), al termine delle verifiche ufficiali di Distinguibilità, Uniformità e Stabilità (Dus) condotte dall’Unità di Esame Tecnico per l’Identificazione delle Varietà (Uetiv), presso l’Ivia di Valencia. La privativa è stata rilasciata con validità fino al 31 dicembre 2056. La clementina Perrina è stata individuata attraverso la selezione clonale di una mutazione gemmaria spontanea osservata su una pianta di Clementine comune e successivamente sottoposta a un articolato percorso di sperimentazione e risanamento del materiale vegetale.
Per il Consorzio Armonia, che ha assunto in esclusiva la gestione della diffusione commerciale della varietà sulla base degli accordi con il costitutore, Perrina rappresenta un progetto strategico di innovazione varietale e di sviluppo della filiera. “Con la clementina Perrina diamo concretezza a un’esigenza che riguarda tutta la filiera agrumicola: ampliare e qualificare il calendario commerciale della clementina italiana attraverso una proposta varietale innovativa, sviluppata nel nostro Paese. Il nostro compito è trasformare il valore della ricerca varietale in un progetto di filiera strutturato, capace di coinvolgere produttori, vivaistica, distribuzione e consumatore finale”, dichiara Marco Eleuteri, ad del Consorzio Armonia.
Il principale elemento distintivo di Perrina è rappresentato dalla finestra di maturazione tardiva, che si colloca indicativamente tra la seconda metà di dicembre e l’intero mese di febbraio, con variazioni legate all’areale di coltivazione e ai portinnesti utilizzati. La nuova varietà si inserisce quindi in una fase particolarmente interessante del calendario agrumicolo, con l’obiettivo di creare una continuità tra la clementina tradizionale e le varietà tardive di mandarino oggi presenti sul mercato.
L’ampliamento della finestra di raccolta può rappresentare un elemento importante anche alla luce delle trasformazioni che stanno interessando la clementinicoltura italiana. Secondo i dati e le valutazioni riportati nel recente approfondimento dedicato alla varietà, la crescente variabilità climatica sta contribuendo a ridurre la finestra commerciale utile della clementina comune, rendendo sempre più rilevante l’innovazione varietale. “Perrina punta dunque a inserirsi in questa evoluzione con una varietà italiana in grado di estendere il periodo di disponibilità del prodotto e di offrire nuove opportunità di programmazione alla produzione e alla distribuzione”, continua Eleuteri.
Il progetto non si limita alla fase sperimentale. Nella Piana del Sele, presso l’azienda Pa.lo.ma., sono già presenti circa 10.000 piante di Perrina, oggi al quinto anno di impianto. I risultati produttivi registrati negli impianti già operativi confermano il potenziale della varietà e consentono al progetto di entrare in una fase di progressiva crescita dei volumi. Per la campagna in corso, la disponibilità prevista è di circa 500 tonnellate, un quantitativo che consente di potenziare una presenza commerciale importante e soprattutto programmata. La diffusione della varietà si inserisce inoltre in una filiera organizzata: la moltiplicazione del materiale vegetale e la produzione delle piantine sono affidate in esclusiva ai Vivai Milone di Lamezia Terme.
Uno degli elementi caratterizzanti del progetto Perrina è la collaborazione tra soggetti diversi della filiera. La varietà nasce infatti dalla ricerca privata dell’agronomo Francesco Perri e il percorso di sviluppo ha coinvolto anche il Crea-Ofa di Acireale, che ha curato la fase di risanamento del materiale vegetale. Il riconoscimento della privativa comunitaria rappresenta così un passaggio importante non soltanto per la nuova varietà, ma anche per un modello di innovazione fondato sulla collaborazione tra ricerca privata, ricerca pubblica, vivaistica, produzione e organizzazione commerciale.
“La tutela comunitaria della varietà è un passaggio fondamentale perché consente di costruire un progetto di filiera nel quale l’innovazione possa essere adeguatamente valorizzata e tutelata. L’obiettivo era portare sul mercato una clementina italiana tardiva capace di rispondere alle nuove esigenze produttive e commerciali, mantenendo al centro la qualità del frutto e la valorizzazione del territorio”, sottolinea l’agronomo Francesco Perri, costitutore della Perrina.
Per il Consorzio, lo sviluppo di Perrina si colloca all’interno di una strategia più ampia: costruire valore attraverso l’innovazione varietale e una maggiore programmazione dell’offerta. La disponibilità di una clementina tardiva italiana consente infatti di lavorare su un periodo commerciale nel quale la continuità dell’offerta, la distintività varietale e la capacità di programmare i volumi possono diventare elementi rilevanti nel rapporto con la distribuzione moderna. Per la Gdo, il progetto offre la possibilità di affiancare alla proposta tradizionale una nuova referenza italiana caratterizzata da una specifica identità varietale e da un calendario commerciale esteso, all’interno di un percorso di filiera controllato e programmabile.
“L’innovazione varietale ha valore quando riesce a diventare innovazione di filiera. Per questo intendiamo lavorare con i nostri partner affinché Perrina possa essere presentata al mercato non semplicemente come una nuova varietà, ma come un progetto italiano che unisce ricerca, produzione, organizzazione commerciale e valorizzazione del prodotto”, aggiunge Eleuteri. La nuova clementina tardiva si prepara ora a consolidare la propria presenza commerciale e sono allo studio ulteriori impianti con l’obiettivo di accompagnare la crescita del prodotto made in Italy di qualità in prospettiva anche per i mercati internazionali.
—
lavoro/made-in-italy
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
