Forte Santa Caterina a Verona riceve 449 mila euro per il progetto NATURAFORTE: nuove piante autoctone, recupero dei prati e osservazione della fauna. Agli interventi sugli habitat si affiancheranno tre anni di attività educative e partecipazione dei cittadini, con particolare attenzione ai giovani.
Il finanziamento è stato assegnato al Comune attraverso il Bando Capitale Naturale 2026 di Fondazione Cariverona. A riportare la notizia è VeronaNews nell’articolo dell’11 ottobre, che descrive le azioni previste per rafforzare la biodiversità urbana nell’area del forte.
Forte Santa Caterina a Verona: gli interventi sul verde
La componente ambientale comprende la messa a dimora di specie proprie del territorio e il recupero dei prati stabili. È previsto anche il contenimento delle piante invasive, tra cui l’ailanto, la cui diffusione può ostacolare lo sviluppo della vegetazione locale.
Il lavoro non si limiterà alla sistemazione degli spazi. Un programma di monitoraggio scientifico seguirà l’evoluzione degli habitat, osservando gli insetti impollinatori, gli organismi del suolo e i vertebrati. Queste rilevazioni serviranno a valutare gli effetti delle azioni realizzate.
La tutela del verde sarà così collegata alla conoscenza degli ecosistemi: il progetto punta a rendere leggibili i cambiamenti dell’area e a coinvolgere chi la frequenta nella scoperta delle forme di vita presenti.
Un percorso triennale aperto alla comunità
NATURAFORTE affianca alla riqualificazione un percorso di educazione ambientale e citizen science. Quest’ultima prevede il contributo dei cittadini alla raccolta di osservazioni e dati utili alla ricerca, insieme alle realtà locali coinvolte nelle attività.
Il programma durerà tre anni e comprenderà strumenti interattivi e inclusivi. Il riferimento è al Design for All, con l’obiettivo di rendere comprensibili e accessibili le iniziative a un pubblico ampio.
Alla conclusione del percorso, il Comune intende proporre l’area per il riconoscimento regionale di Bosco Didattico. Si tratta quindi di un obiettivo futuro, legato allo sviluppo del progetto.
Il rapporto tra recupero dei luoghi e formazione trova un’altra esperienza cittadina nel restauro dei lavatoi di Santa Maria in Stelle, che coinvolge studenti e docenti nella conservazione del patrimonio locale.
