domenica, Ottobre 11, 2026
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Verona, Stella propone Tina Merlin al posto di Pasetto sul lungadige: FdI contesta la scelta

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Un lungadige Tina Merlin a Verona al posto dell’attuale intitolazione a Nicola Pasetto: la proposta di Chiara Stella, avanzata durante il ricordo del Vajont in Consiglio comunale, apre uno scontro politico. Fratelli d’Italia critica l’iniziativa e difende la memoria dell’ex parlamentare veronese.

La vicenda è ricostruita da VeronaNews nell’articolo dell’11 ottobre. La consigliera del gruppo Damiano Tommasi Sindaco ha richiamato la figura della giornalista e scrittrice partigiana, collegando il ricordo della tragedia alla proposta di dedicarle il tratto di lungadige oggi intitolato a Pasetto.

Lungadige Tina Merlin: la proposta e la replica

A intervenire contro l’iniziativa è Luca Mascanzoni, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. Il rappresentante del partito contesta anzitutto la scelta di introdurre il tema durante la commemorazione, ritenendolo estraneo all’occasione e polemico nei confronti dell’ex deputato.

Secondo la ricostruzione della testata, il confronto riguarda anche le valutazioni espresse da Stella sul passato politico di Pasetto. Mascanzoni le respinge e chiede alla consigliera di dimostrarne il fondamento. Si tratta di posizioni contrapposte nel dibattito politico, che vanno distinte da un accertamento dei fatti richiamati.

Fratelli d’Italia interpreta il cambio di nome come un tentativo di rimuovere un riferimento della destra cittadina. A sostegno della propria posizione, il coordinatore ricorda il percorso di Pasetto in Consiglio comunale e il suo impegno nelle denunce sulle vicende di Tangentopoli a Verona.

Memoria pubblica e nomi delle strade

Nella replica Mascanzoni richiama inoltre gli atti vandalici che, secondo il partito, colpiscono la targa del lungadige ogni 29 marzo. Il timore espresso è che la contrapposizione possa favorire nuovi episodi.

Al centro resta dunque una proposta di sostituzione dell’intitolazione: l’articolo consultato non riferisce l’approvazione di un cambio di nome. Il confronto intreccia il ricordo del Vajont con il ruolo delle figure politiche nella memoria cittadina.

Alla trasmissione della memoria della tragedia ai più giovani è dedicato anche il libro La storia di Marinella. Una bambina del Vajont, raccontato in un precedente approfondimento.

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