(Adnkronos) –
Era “prevedibile” che il nodulo per il quale Papa Leone XIV è stato sottoposto ad asportazione del lobo inferiore del polmone destro “fosse un tumore. Non si operano i noduli benigni. E’ stato spiegato che si tratta di un adenocarcinoma e, se è localizzato, l’intervento può essere risolutivo”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), commentando quanto spiegato dai medici dopo l’operazione a cui è stato sottoposto il Pontefice al Policlinico Gemelli.
“Durante l’intervento si levano anche i linfonodi, e i passi successivi saranno in base a un esame istologico definitivo. Se il tumore è localizzato al solo lobo polmonare è sufficiente l’intervento chirurgico. Se invece ci fosse presenza di qualche cellula tumorale nei linfonodi, si dovrà successivamente fare anche un trattamento. L’auspicio ovviamente è che sia localizzato lì, come sembrava che fosse negli esami preoperatori”.
Lo specialista precisa che “è comunque presto” per dire con certezza quale sarà il percorso successivo. “Verosimilmente l’intervento può essere stato sufficiente. Però vanno analizzati i linfonodi” che si trovano “nel mediastino, che è lo spazio tra i due polmoni”. Quanto al post operatorio, si era parlato di una degenza di una settimana circa. Alla luce dell’intervento eseguito “si vedrà. A destra abbiamo tre lobi, al Papa ne è stato tolto via uno. Una persona in buone condizioni può tollerare il fatto di avere un lobo in meno – evidenzia Micheletto – Ma i 7 giorni sono il tempo di una degenza ospedaliera. Non significa che un paziente all’ottavo giorno sia come prima. Ci vuole un periodo di recupero, tenendo presente che è stato tolto il 30% del polmone di destra, ed è ovvio che l’intervento chirurgico richieda anche un normale recupero. Bisogna distinguere tra i giorni passati in ospedale e il ritorno a come si era prima. Di certo le tecniche chirurgiche attuali sono mininvasive, quindi c’è sempre un pronto recupero da parte del paziente. L’operazione si fa in videotoracoscopia, con la telecamera, ed è senza dubbio una procedura poco invasiva. Il Pontefice è inoltre una persona in buone condizioni per cui sicuramente avrà un recupero veloce, però ogni cosa ha necessità del suo tempo”.
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