I trapianti di rene a Verona raggiungono quota cento già all’inizio di ottobre 2026. Il paziente operato ha concluso regolarmente il decorso clinico. Aoui collega la crescita alla chirurgia robotica e alla donazione da vivente; il bilancio dell’intero 2025 era stato di 113 interventi.
L’Azienda ospedaliera universitaria integrata anticipa di circa tre mesi il raggiungimento dello stesso traguardo rispetto all’anno precedente. Il centesimo intervento del 2026, riportato da Daily Verona il 14 ottobre, è stato eseguito dall’équipe di Borgo Trento guidata da Alessandro Antonelli, direttore dell’Urologia e dell’Unità di trapianti di rene.
Trapianti di rene a Verona: il confronto con il 2025
Nel 2024 gli interventi erano stati 91; nel 2025 sono saliti a 113. Di questi ultimi, 97 hanno riguardato organi provenienti da donatori deceduti e 16 da donatori viventi. Il dato di cento raggiunto quest’anno è invece un risultato parziale, riferito all’inizio di ottobre, e non rappresenta ancora il totale del 2026.
Tra i passaggi che hanno accompagnato lo sviluppo dell’attività figura il primo trapianto interamente robotico da vivente, effettuato nell’estate 2025. In quel caso il donatore era il fratello del paziente. L’intervento ha coinvolto l’Urologia, che dispone di un’esperienza decennale nella chirurgia robotica.
La tecnica robot assistita è utilizzata sia per il prelievo sia per il trapianto da vivente. All’attività chirurgica si affiancano il coordinamento delle donazioni, il personale infermieristico e gli anestesisti, con un lavoro che prosegue durante la gestione successiva all’operazione.
La rete delle donazioni e il lavoro di squadra
Per gli organi da donatore deceduto, il percorso comprende le donazioni interne all’azienda e la Rete nazionale trapianti. Considerando insieme rene, cuore e fegato, Aoui ha chiuso il 2025 con 215 interventi.
Antonelli sottolinea il valore delle storie personali dietro il risultato e ringrazia donatori, famiglie e professionisti. Nel territorio veronese la cultura della donazione comprende anche il distinto percorso del recupero di tessuto osseo a Legnago e Villafranca, destinato alla cura di altri pazienti attraverso la Banca dei Tessuti del Veneto.
