Il sequestro di cannabis a San Giovanni Lupatoto ha portato alla scoperta di cento piante e dieci chili di sostanza in un’azienda della zona industriale. Due persone arrestate dalla Polizia locale nell’indagine conclusa nei mesi scorsi, i cui risultati sono stati riportati il 14 ottobre.
L’immobile ospitava spazi distinti per coltivazione, lavorazione e confezionamento. Secondo la ricostruzione dell’operazione pubblicata da Daily Verona Network, gli agenti hanno sequestrato l’edificio e i macchinari utilizzati al suo interno. La notizia riguarda dunque l’esito di un’attività investigativa precedente, non un intervento avvenuto nella giornata odierna.
Sequestro di cannabis: serre e locali per la lavorazione
Due stanze erano attrezzate come serre, con lampade e sistemi di ventilazione. In un altro spazio era collocato un serbatoio per l’acqua; un ulteriore locale serviva invece per essiccare e imballare la sostanza. La disposizione degli ambienti consentiva di svolgere più fasi della produzione dentro la stessa struttura.
Oltre alle cento piante, il bilancio comprende un chilo e mezzo di marijuana già pronta per lo spaccio e altri otto chili e mezzo ancora in lavorazione. Gli agenti hanno recuperato anche circa 700 euro in contanti, bilancini di precisione ed essiccatori. Piante e sostanza sono state successivamente distrutte in una struttura autorizzata.
I controlli hanno riguardato anche le utenze. La Polizia locale ha accertato allacciamenti abusivi alle reti dell’acqua e dell’elettricità, segnalando le irregolarità agli enti competenti per i provvedimenti conseguenti.
L’assessore alla Sicurezza Maurizio Simonato ha collegato il risultato agli investimenti nel controllo del territorio e nella prevenzione. Il sindaco Attilio Gastaldello ha richiamato il ruolo della vigilanza urbana, del coordinamento con le altre forze di polizia e delle risorse destinate a personale e mezzi.
Un distinto laboratorio con circa mille piante era stato scoperto nel comune di Verona nell’ottobre 2025 dalla Squadra mobile. In quel caso l’intervento, coordinato dalla Procura, aveva portato a un arresto: un precedente separato dall’indagine della Polizia locale lupatotina.
