giovedì, Ottobre 15, 2026
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Bonus affitto per genitori separati: anche a Verona domande entro il 28 ottobre, fino a 6.000 euro

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Il Comune di Verona segnala l’apertura delle domande per il sostegno abitativo ai genitori separati o divorziati. Il contributo copre metà del canone annuo, fino a 6.000 euro. La scadenza è alle 12 del 28 ottobre 2026; accesso online con SPID, CIE o CNS e reddito individuale entro 35.000 euro.

È aperta anche per i residenti veronesi la procedura per il bonus affitto genitori separati. Il Comune di Verona richiama la scadenza di mercoledì 28 ottobre 2026 alle 12: le domande vanno trasmesse esclusivamente online attraverso la piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con SPID, CIE o CNS.

Secondo le condizioni illustrate dal Comune, il contributo copre il 50% del canone annuale di locazione, entro un massimo di 6.000 euro l’anno, con un’unica erogazione annuale. La misura riguarda genitori separati o divorziati che non hanno ottenuto l’assegnazione dell’abitazione familiare di proprietà e devono sostenere un affitto.

Bonus affitto genitori separati, i requisiti di accesso

La piattaforma ministeriale per il sostegno abitativo richiede almeno un figlio di età inferiore a 21 anni alla data di pubblicazione dell’avviso, un contratto di locazione intestato al richiedente e regolarmente registrato e un reddito individuale non superiore a 35.000 euro, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi.

Occorre inoltre essere in possesso del provvedimento di separazione o divorzio ed essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli. Restano esclusi gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica e chi riceve altri sussidi pubblici per analoghe finalità abitative.

Il richiedente non deve possedere immobili residenziali nello stesso Comune della casa familiare o nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri. Fa eccezione l’eventuale proprietà della stessa abitazione familiare assegnata all’altro genitore.

Nella domanda devono essere riportati i dati del contratto e del canone annuo, gli estremi del provvedimento giudiziale e le informazioni richieste sui genitori e sull’abitazione familiare. Servono anche l’IBAN del richiedente e i recapiti per le comunicazioni. Il Comune precisa che, dopo l’invio, la domanda non sarà più modificabile.

L’assegnazione avverrà mediante graduatorie regionali. Tra le priorità indicate figurano il numero di figli a carico sotto i 21 anni, la disabilità grave del richiedente o dei figli, la disoccupazione involontaria e la residenza in un Comune ad alta tensione abitativa. A parità di punteggio conta il reddito: l’ordine di presentazione non attribuisce preferenze.

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