giovedì, Ottobre 15, 2026
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Tresoldi, Italia o Germania? Il ct dell’Under 21 tedesca: “Faremo di tutto per tenerlo con noi”

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(Adnkronos) – “Ho scritto un messaggio a Nicolò, gli ho fatto i complimenti per i tre gol e mi ha ringraziato. Per il suo esordio a San Siro, direi che non è andata male”. Antonio Di Salvo risponde all’Adnkronos da Monaco di Baviera e sorride parlando di Nicolò Tresoldi, il giocatore più chiacchierato del momento dopo la tripletta rifilata all’Inter in Champions League, con la maglia del Bruges. Il ct dell’Under 21 tedesca è fortunato, perché allena e allenerà ancora per un po’ il talento classe 2004 conteso da tre nazionali: Germania, Italia e Argentina.  

Nicolò ha lasciato l’Italia a 13 anni e si è trasferito in Germania per via del lavoro di sua madre Barbara, di origini argentine. Da lì è iniziato un nuovo viaggio: è stato tesserato dall’Hannover e, a suon di gol, è entrato nel giro delle selezioni giovanili tedesche. Fino a diventare il capitano della squadra del ct Di Salvo, con cui a giugno si giocherà gli Europei di categoria.  

Cosa vi siete detti in questi mesi?  

“Parlo molto con lui, come faccio con tutti i miei ragazzi. Quattro anni fa, quando era Under 19, gli prospettai in maniera molto chiara un percorso. La mia visione fino all’Under 21, per poi magari diventare l’attaccante principale della nazionale tedesca. Questo percorso pian piano si sta sviluppando ed è sulla strada giusta, perché negli anni è cresciuto molto. Poi, è chiaro, sarà una sua decisione…”.  

La prenderà in estate, dopo l’Europeo Under 21…  

“Noi, con la federazione tedesca, stiamo facendo di tutto per farlo restare con noi. C’è un legame forte. Nicolò ha lasciato l’Italia a 13 anni ma, come nel caso della Germania, parliamo di un Paese importante per il calcio e capisco. A volte può essere difficile dare un’opportunità a un ragazzo…”.  

La sua è una situazione particolare in questo caso, perché come Nicolò ha origini italiane.  

“Non sono io a dovergli dare consigli in questo senso, perché rappresento la Germania e alleno l’Under 21. Posso solo dire che, negli anni, si sono realizzate diverse cose di cui avevamo parlato. Nella decisione definitiva dovranno aiutarlo poi i genitori e le persone a lui più vicine. È giusto che sia così”.  

Ha parlato di lui con il ct della nazionale maggiore Klopp?  

“Assolutamente, ma non è un discorso legato solo a Nicolò. Io e Jurgen parliamo di tutti i giocatori interessanti per la nazionale, di tutti i ragazzi pronti a fare il grande passo. Tresoldi rientra tra questi, è il classico attaccante che sa fare gol. Tiene i piedi per terra, ha un carattere ottimo e negli ultimi anni è migliorato anche in aspetti che lo hanno completato. Penso che la decisione di andare in Belgio con il Bruges sia stata cruciale per lui, lì sta giocando tanto, segna molto e ha già vinto il campionato da capocannoniere. Anche misurarsi con una cultura diversa e parlare un’altra lingua è fondamentale”.  

Ecco, a proposito. Lei parla molto bene italiano e tedesco, come comunicate in campo?  

“In tedesco, come comunico con tutto il resto della squadra. Direi che è una cosa normale per il mio ruolo…”.  

Qualche mese fa ha dato a Tresoldi la fascia da capitano della squadra…  

“Nicolò ci ha aiutato in tante partite, ha segnato triplette contro Lettonia e Malta solo per citarne un paio, e dà sempre il suo contributo in campo. Quando gli ho consegnato la fascia ho visto però qualcosa di diverso nei suoi occhi, penso sia stata la decisione giusta per premiare il suo bel percorso di crescita”.  

Oggi Tresoldi gioca nel Bruges ma è un tifoso del Milan e ormai è seguito da grandi squadre. Crede che sia pronto per un ulteriore passo avanti?  

“Penso che, per un giocatore della sua età, la cosa fondamentale sia giocare. Scegliendo il Bruges già ha fatto un salto non banale perché fa la Champions League, ora deve confermarsi. E non ho dubbi, lo farà”.  

In più occasioni ha detto di voler vincere l’Europeo Under 21 con la Germania. Potrebbe aiutare nella scelta?  

“Sa, l’anno scorso abbiamo perso in finale e abbiamo sfiorato il titolo. In questo caso, magari nel desiderio di vittoria c’è una voglia di riscatto. Per il resto, spero di sì. Io e la Federazione speriamo che possa decidere per la Germania, ma tutti dovranno rispettare la scelta. Noi, l’Argentina, l’Italia e i vari ct. È una decisione importante, che lui prenderà in primis come persona”. 

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