Verona chiede un confronto in sede ANCI sulla bozza di decreto che ridisegna l’impiego dei proventi delle multe. L’assessore Michele Bertucco apprezza la possibilità di finanziare il personale dedicato alla sicurezza stradale, ma teme effetti sui conti dei Comuni. L’impatto deve ancora essere quantificato.
La destinazione dei proventi delle multe entra nel confronto sulla tenuta dei bilanci locali. Il Comune di Verona chiede che la bozza di decreto legislativo sulle norme del Codice della strada sia discussa in sede ANCI prima dell’approvazione definitiva, per misurarne gli effetti sulle risorse degli enti. La posizione è stata espressa il 15 ottobre dall’assessore al Bilancio Michele Bertucco.
Il giudizio dell’amministrazione distingue due aspetti. Da un lato viene valutata positivamente la possibilità di sostenere anche le spese per il personale impegnato nei controlli e nella prevenzione. Dall’altro, Palazzo Barbieri teme che la nuova ripartizione e i vincoli di utilizzo riducano il margine con cui i Comuni finanziano altre spese e servizi.
Bertucco chiede di misurare gli effetti sui bilanci
Secondo la ricostruzione contenuta nella nota comunale, la bozza approvata in via preliminare dal Consiglio dei ministri prevede, per le violazioni accertate da Regioni, Province e Comuni, una quota del 70 per cento all’ente da cui dipende l’organo accertatore e del 30 per cento all’ente proprietario della strada. Il comunicato descrive impieghi destinati al potenziamento dei controlli, alla manutenzione e alla sicurezza delle infrastrutture, compresi segnaletica e barriere, e ad attività legate alla cultura della sicurezza stradale.
Bertucco considera favorevolmente l’inclusione del personale tra le spese finanziabili, che attribuisce anche ai suggerimenti dell’amministrazione veronese. Per l’assessore, investire sulla sicurezza comprende infatti le persone che effettuano i controlli, oltre agli interventi materiali sulle strade.
La preoccupazione riguarda però le conseguenze complessive sui conti. Nella valutazione del Comune, una destinazione più rigida degli introiti potrebbe rendere necessario coprire con risorse proprie voci finora sostenute anche con le sanzioni. La nota non quantifica una perdita per Verona: proprio la verifica dell’impatto è al centro della richiesta di confronto.
L’assessore ricorda inoltre che, nelle rendicontazioni annuali presentate entro il 31 maggio, Verona indica già un utilizzo prioritario dei proventi per strade, segnaletica e infrastrutture. La richiesta rivolta all’ANCI è quindi di esaminare il meccanismo e gli eventuali margini di modifica prima del testo definitivo, tenendo insieme sicurezza stradale ed equilibrio della finanza locale.
