La famiglia Gioco donerà alla Società Letteraria un tamburello con versi autografi di Berto Barbarani. La consegna è annunciata per martedì 20 ottobre, al termine dell’incontro delle 17.30 in Sala Montanari, tra letture poetiche, ricordi familiari e storia della lingua. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Un tamburello artigianale sul quale Berto Barbarani scrisse la prima strofa di «San Zen che ride» entrerà nel patrimonio della Società Letteraria di Verona. La famiglia Gioco ha annunciato la donazione del cimelio, che sarà consegnato martedì 20 ottobre 2026 al termine dell’incontro «Bala che vegna. Berto Barbarani gioca a tamburello con le rime». L’appuntamento inizierà alle 17.30 nella Sala Montanari, in piazzetta Scalette Rubiani, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
A portare il dono sarà Antonio Gioco, figlio di Giorgio, a nome della famiglia. Lo riceverà Daniela Brunelli, presidente della Società Letteraria, che introdurrà il pomeriggio. L’incontro affiancherà l’analisi della poesia ai ricordi di chi ha custodito testimonianze del rapporto fra il poeta e diverse generazioni dei Gioco.
Un oggetto del 1925 tra poesia e memoria familiare
Secondo la ricostruzione diffusa dagli organizzatori, il tamburello fu realizzato dai Fratelli Turri e dedicato da Barbarani a Germano Turri nella primavera del 1925. Sulla pelle dello strumento restano i versi autografi: una testimonianza materiale che lega la scrittura poetica a un oggetto del gioco e della vita quotidiana.
Arnaldo Soldani, studioso della storia della lingua letteraria e delle forme poetiche, interverrà insieme a Roberto Fostini della Letteraria. L’attore e regista Tiziano Gelmetti leggerà le poesie, mentre Antonio Gioco accompagnerà il racconto con aneddoti familiari. Il programma mette così accanto il lavoro sui testi, la loro interpretazione ad alta voce e le tracce conservate nell’archivio domestico.
Il comunicato ricorda l’amicizia che, fra gli anni Venti e Quaranta, legò Barbarani e la moglie Anita ad Antonio Gioco e Rosella. Cartoline, libri e dediche hanno attraversato le generazioni successive. Giorgio Gioco continuò a coltivare la memoria del poeta e contribuì all’ideazione della statua realizzata da Novello Finotti, collocata nel 2004 all’ingresso di piazza Erbe.
La consegna annunciata per il 20 ottobre aggiungerà a questa storia familiare una destinazione pubblica: la custodia del tamburello da parte dell’istituzione culturale veronese.
Foto d’archivio: Giorgio e Antonio Gioco con Novello Finotti e la statua di Barbarani. Immagine fornita con il comunicato della Società Letteraria di Verona.
