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Elly Schlein interviene all’assemblea del Partito Democratico. La segretaria oggi, domenica 18 ottobre, ha parlato dalla Nuvola: “Avevano scommesso contro di noi, avevano scommesso che ci saremmo scissi. Ricordate nel 2022 c’era qualcuno che aveva già scritto il necrologio del partito democratico e invece abbiamo rialzato la testa. Avevano scommesso che ci saremmo divisi, Stefano, invece oggi il partito democratico è più unito che mai. Avevano scommesso che io non sarei durata sei mesi e invece sono ancora qua. Anzi, è la prima volta che una segretaria del Pd finisce il suo mandato”.
“Io posso solo offrire le mie aggravanti personali: essere donna, avere quarant’anni, essere libera e non essere proprio conforme a tutti gli standard. Ma voglio dare una notizia, siamo qui a fare esattamente quello che è la nostra gente si aspetta da noi. E se qualcuno non accetta che il Partito Democratico è libero, autonomo e risponde soltanto alla sua base di iscritti e di elettori, se ne farà una grandissima ragione”. “Perché se loro standard valessero non è il Paese, io qua non ci sarei mai arrivata. E penso che questa sarà la sfida del riscatto proprio di tutte quelle tutti quelli che si sono sempre sentiti dire che non ce la potevano fare, che non sono adeguati”.
Elly Schlein si dice “pronta, determinata, onorata e orgogliosa” di guidare il Partito democratico alle prossime elezioni e ribadisce la disponibilità a candidarsi alla presidenza del Consiglio “con o senza primarie”. Per la segretaria Dem, l’assemblea nazionale segna l’inizio dell'”ultimo miglio” verso il voto, una sfida che va oltre i confini italiani perché, a suo giudizio, alle prossime Politiche sarà in gioco anche il futuro dell’Unione europea. Nel suo intervento Schlein rivendica il pluralismo interno come uno dei punti di forza del Pd. “Il pluralismo è una ricchezza da coltivare”, afferma, aggiungendo di non fidarsi dei partiti “in cui non vola una mosca” perché sono “i partiti del capo o della capa”. Un modello che, sottolinea, non appartiene ai democratici: “Noi siamo un partito vero”.
“Non preoccupatevi se ci danno addosso, hanno capito che facciamo sul serio. È giusto che abbia paura chi vuole che non la cambi in questo Paese è giusto che abbia paura di noi, chi detiene dei privilegi che non è disposto a mettere in discussione. E’ per questo che ci attaccano e guardate ci continueranno ad attaccare sempre di più verso le elezioni, ma io vi dico non abbiate timore perché i risultati portati qui fin qui parlano per noi”.
Secondo la leader Dem, la maggioranza attraversa una fase di difficoltà perché “gli italiani stanno presentando il conto dopo anni pessimi in politica economica e sociale”. Da qui la convinzione che l’alternativa debba essere costruita insieme alle altre forze del centrosinistra e fuori dalle sedi di partito. Schlein insiste sulla necessità di coinvolgere cittadini, sindacati, categorie produttive, terzo settore, associazioni e amministratori locali nella definizione del programma. Per il Pd è “irrinunciabile” che il percorso verso l’alternativa non si sviluppi “chiusi nelle stanze dei partiti”, ma attraverso un confronto aperto con il Paese reale.
La segretaria annuncia poi che il 27 e 28 novembre si terrà per la seconda volta la più grande assemblea del Partito democratico dedicata a sindaci, amministratori e amministratrici. Un appuntamento che considera centrale per valorizzare una classe dirigente diffusa su tutto il territorio nazionale. Rivendicando il radicamento locale del Pd, Schlein sottolinea che il partito esprime la maggioranza dei sindaci italiani “perché siamo bravi a governare”. Proprio da questa esperienza amministrativa, afferma, dovrà arrivare un contributo decisivo alla costruzione del programma dell’alleanza progressista e alla candidatura di governo.
Nel finale arriva l’affondo contro la maggioranza. Schlein definisce il centrosinistra “un’alleanza progressista competitiva e unita” e sostiene che il centrodestra abbia cambiato la legge elettorale “perché ha paura di perdere”. Il messaggio conclusivo è netto: “La novità siamo noi” e “vinceremo anche con questa legge elettorale”. Poi l’invito al governo a prendere atto del “fallimento” e a tornare al voto: “Prima si va a votare, meglio è per l’Italia”.
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