domenica, Ottobre 18, 2026
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Verona dopo i disordini: Trevisi chiede risorse per la Polizia, Gelmetti garanzie sui danni

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La sicurezza a Verona torna al centro del confronto politico dopo i disordini di sabato. Trevisi sollecita personale, prevenzione e collaborazione fra istituzioni; Gelmetti annuncia un disegno di legge sulle garanzie economiche per i danni alle manifestazioni. Sono proposte, ancora da tradurre in misure.

Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale ed ex dirigente della Polizia di Stato, chiede di distinguere i manifestanti pacifici da chi cerca scontri e danneggiamenti. Nelle richieste di Trevisi riportate da Verona News figurano organici adeguati, rinforzi, formazione e strumenti operativi per affrontare situazioni che cambiano rapidamente.

Il consigliere invita inoltre a valutare maggiori tutele per gli agenti aggrediti e a destinare il personale specializzato soprattutto al territorio e alle indagini. Alcune attività amministrative sostituibili potrebbero essere affidate a personale civile, accompagnando il cambiamento con una digitalizzazione più efficace.

Sicurezza a Verona, il confronto sulle responsabilità

Per Trevisi i Comuni non possono affrontare da soli questi problemi: servono cooperazione con lo Stato e un ruolo preventivo di scuole, famiglie e servizi educativi. La vicinanza temporale degli episodi in città diverse, osserva, non dimostra da sola un coordinamento: eventuali collegamenti competono alle verifiche degli investigatori.

Su un altro versante, Gelmetti annuncia una proposta di fideiussione per le manifestazioni. Il parlamentare intende presentare nella prossima settimana un disegno di legge che obblighi le amministrazioni comunali a richiedere una garanzia per gli eventuali danni a beni pubblici e privati.

L’obiettivo dichiarato è evitare che i costi ricadano su residenti, commercianti e contribuenti. Gelmetti anticipa lo stesso indirizzo per un’eventuale futura amministrazione di centrodestra a Verona. L’annuncio non introduce un obbligo già vigente: il testo dovrà affrontare il percorso parlamentare e precisare modalità, soggetti e importi.

Il confronto segue i disordini del 17 ottobre nel centro storico: oltre sessanta persone identificate e sei denunciate, cinque delle quali minorenni. Le verifiche sugli episodi proseguono.

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