lunedì, Ottobre 19, 2026
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Riscattiamoci cresce oltre Verona: il progetto di inclusione si estende a Palermo e Monza

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Riscattiamoci a Verona prepara il passaggio a una rete nazionale, con iniziative a Palermo e Monza. La raccolta dei rifiuti diventa un’attività settimanale che coinvolge volontari e persone in percorsi di reinserimento. Il prossimo intervento cittadino è previsto sabato 24 ottobre a Palazzina.

Il progetto nato dalla collaborazione fra AttiviAmo Verona e Liberi Liberi Art. 27 allarga il proprio orizzonte. L’estensione delle attività a Palermo e Monza, annunciata da Telenuovo, punta a trasferire fuori dal Veneto un’esperienza che intreccia cura degli spazi pubblici e partecipazione sociale.

Riscattiamoci a Verona, dalla giornata alle uscite settimanali

A fine agosto, nella zona sud della città, una mattinata di pulizia aveva portato alla raccolta di quattro tonnellate di rifiuti. Da quell’esperienza sono nati appuntamenti settimanali. Alcuni ragazzi delle comunità terapeutiche hanno scelto di continuare volontariamente, affiancando alla raccolta un impegno regolare.

La rete comprende Progetto Serena, comunità terapeutiche, richiedenti asilo di Cascina Clarabella e ragazzi inviati dall’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna. Alla prosecuzione collabora anche Camillo Smacchia, dirigente del SerD veronese.

La tappa di Palazzina e il volontariato oltre gli obblighi

Il calendario locale prevede la pulizia di via Cà di Mazzè a Palazzina il 24 ottobre, dalle 9 alle 12. La locandina indica il sostegno di AMIA; in caso di pioggia l’appuntamento slitta al 31 ottobre. L’area interessata presenta rifiuti abbandonati e l’intervento riunisce volontari abituali e persone impegnate in lavori di pubblica utilità.

Stefano Grigoletti, presidente di AttiviAmo Verona, ha raccontato la disponibilità di due partecipanti a proseguire anche dopo gli obblighi giudiziari. Uno ha già concluso quel percorso, l’altro è prossimo al termine. Per l’associazione, la scelta testimonia il valore dei rapporti costruiti durante il lavoro comune: un’attività inizialmente obbligatoria può diventare una forma autonoma di partecipazione alla vita cittadina. Le uscite periodiche nei quartieri consentono di mantenere questo rapporto nel tempo.

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