lunedì, Ottobre 19, 2026
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San Giovanni Lupatoto, assistenza domiciliare: l’ULSS 9 replica su orari, digiuno e flebo

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L’ULSS 9 replica alle segnalazioni sull’assistenza domiciliare a San Giovanni Lupatoto: gli accessi erano concordati in una fascia fra le 8.30 e le 11.30 e, per la terapia del caso, non era previsto il digiuno. L’azienda chiarisce anche i criteri per fornire le aste delle infusioni alle famiglie.

L’ULSS 9 Scaligera contesta la ricostruzione dei disservizi nell’assistenza domiciliare a San Giovanni Lupatoto e precisa le modalità dell’intervento al centro delle segnalazioni. In una nota trasmessa alla stampa il 19 ottobre, l’azienda sanitaria interviene su tre aspetti: la fascia di arrivo degli operatori, il digiuno e la disponibilità dei supporti per le infusioni.

La vicenda era stata rilanciata dalla consigliera regionale Anna Maria Bigon dopo una segnalazione pubblica dei familiari, con la denuncia di una flebo appesa a un chiodo e di difficoltà organizzative. Bigon aveva chiesto più personale, dotazioni e sostegno ai caregiver. Le contestazioni e la risposta dell’azienda costituiscono due ricostruzioni distinte dell’episodio.

La risposta su orari, digiuno e materiali

Secondo l’ULSS, alla famiglia non era stato comunicato un appuntamento a un’ora precisa, ma una fascia indicativa dalle 8.30 alle 11.30. L’azienda sostiene quindi che non vi sia stato un ritardo ingiustificato rispetto alla programmazione. La prescrizione prevedeva due somministrazioni alla settimana; per venire incontro alle esigenze dei figli, gli accessi erano stati concordati nelle giornate di mercoledì e sabato.

Sul digiuno, la precisazione riguarda esclusivamente la terapia somministrata nel caso segnalato. Per quella flebo, afferma l’azienda, non era richiesta l’astensione dal cibo e al paziente non era mai stato indicato di rimanere a digiuno. Avrebbe dunque potuto alimentarsi e bere prima e durante l’attesa dell’operatore, secondo quanto riportato nella nota.

Quanto all’asta per l’infusione, l’ULSS spiega che l’assegnazione dei supporti viene riservata prioritariamente ai pazienti oncologici e a chi riceve nutrizione parenterale totale perché non può alimentarsi autonomamente. Il ritiro dei materiali per l’assistenza domiciliare è a carico dei familiari, compresa l’asta quando prevista. Negli altri casi, precisa l’azienda, il personale dell’ADI informa la famiglia, all’attivazione del servizio, della necessità di procurarla autonomamente.

L’ULSS conclude sostenendo che gli operatori adottano soluzioni idonee a garantire la somministrazione in sicurezza e a preservare l’efficacia del trattamento. Si tratta della posizione dell’azienda sanitaria sull’intervento contestato: la nota non riporta una valutazione indipendente dell’episodio né una modifica dei criteri organizzativi illustrati.

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