giovedì, Ottobre 22, 2026
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Diocesi di Verona, il primo bilancio di missione: conti, accoglienza e cinquemila volontari

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Il bilancio della Diocesi di Verona fotografa attività, risorse e patrimonio del 2025. Il primo documento di missione pastorale registra oltre 10,5 milioni di entrate diocesane e circa cinquemila volontari impegnati anche nella gestione economica, con l’obiettivo di rendere più trasparente l’azione della Chiesa.

Presentato il 22 ottobre, il lavoro nasce nel percorso di riorganizzazione della Curia avviato nell’ottobre 2023. Come riferisce Daily Verona sui risultati della rendicontazione pastorale, lo scopo è far conoscere meglio la vita della comunità ecclesiale e rafforzare il confronto con le realtà del territorio.

Bilancio della Diocesi di Verona: i conti del 2025

Per la Diocesi le entrate ammontano a 10.586.822 euro, a fronte di uscite per 9.776.841 euro: la differenza positiva è di 809.981 euro. Separatamente, i dati delle parrocchie indicano 33.492.881 euro in entrata e 32.278.773 in uscita, con un saldo di 1.214.108 euro.

Sono due perimetri distinti, che permettono di leggere le risorse diocesane e quelle parrocchiali senza confonderle. Le cifre sono state illustrate da Roberto Marrella, delegato dell’Area dei servizi generali, che comprende risorse economiche e culturali, comunicazione e attività legali.

Il patrimonio descritto comprende 43 immobili diocesani destinati all’accoglienza, quasi settecento chiese, oltre trecento canoniche e più di tremila immobili parrocchiali. Alla gestione contribuiscono circa cinquemila volontari, che mettono a disposizione anche competenze economiche.

Ascolto, fragilità e formazione degli adulti

Il documento organizza le attività in tre ambiti: annuncio, prossimità e servizi generali. Il focus annuale riguarda il Giubileo. Nell’annuncio emerge una forte attenzione ai giovani, mentre la recente Assemblea diocesana ha indicato come prioritaria la formazione degli adulti. Sono quasi tremila i ministri della comunione.

La metodologia è stata sviluppata dal Dipartimento di Management dell’Università e dall’Associazione Diocesana Opere Assistenziali, con Giorgio Mion e Tomas Chiaramonte. Il percorso confluisce nella collaborazione fra Ateneo e Diocesi sulla valutazione dell’impatto sociale.

Per il vescovo Domenico Pompili la trasparenza riguarda anche la qualità dei rapporti e la responsabilità verso ciò che viene affidato alla Chiesa. La rendicontazione prova così ad affiancare ai numeri la cura delle fragilità, l’accoglienza e il lavoro quotidiano delle comunità.

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