lunedì, Ottobre 26, 2026
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Ecosistema Urbano 2026, Verona sale al 66° posto: meglio rifiuti e acqua, restano smog e auto

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Verona guadagna sette posizioni nel rapporto di Legambiente sui capoluoghi, ma resta sotto la media nazionale e penultima in Veneto. Crescono la raccolta differenziata e alcuni indicatori della mobilità; pesano smog, auto e produzione di rifiuti. Le perdite idriche risentono anche di un diverso calcolo.

Verona è al 66° posto su 106 capoluoghi nell’Ecosistema Urbano 2026, con un punteggio del 51,47%. Il rapporto di Legambiente, presentato il 26 ottobre e basato prevalentemente sui dati del 2025, registra un avanzamento di sette posizioni rispetto al 73° posto della precedente edizione. La città resta però sotto la media nazionale del 55,72% e penultima tra i capoluoghi veneti: alle sue spalle c’è soltanto Rovigo, mentre Treviso guida il gruppo regionale.

Il rapporto nazionale Ecosistema Urbano 2026 valuta venti indicatori in sei ambiti: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Il confronto tra edizioni richiede cautela, perché cambiano alcuni indicatori e i relativi pesi. Il circolo veronese di Legambiente considera comunque questa la migliore posizione cittadina dal 2017.

Tra i progressi misurati spicca la raccolta differenziata, salita dal 57,4% al 60,9%. Il risultato lascia Verona al 78° posto nazionale e ultima in Veneto su questo indicatore. Aumenta inoltre la quantità complessiva di rifiuti prodotti: da 566,4 a 572,7 chilogrammi per abitante.

Le perdite della rete idrica scendono dal 36,2% al 31,4%. Il rapporto locale precisa però che il miglioramento dipende anche dal diverso perimetro del calcolo, riferito al solo comune invece che all’intera rete del gestore, oltre che dagli interventi di digitalizzazione finanziati dal PNRR. Non è quindi una misura attribuibile integralmente alla riduzione fisica delle dispersioni.

Aria e mobilità restano i nodi di Verona

La concentrazione media di PM10 diminuisce da 33 a 29 microgrammi per metro cubo, ma colloca ancora Verona al 99° posto su 102 città con dati disponibili. Scendono anche PM2,5, da 20 a 17 microgrammi, e biossido di azoto, da 24 a 22. Il miglioramento delle concentrazioni non elimina dunque la distanza dai capoluoghi con aria più pulita.

Sul fronte della mobilità cresce il numero di automobili: 68,4 ogni cento abitanti, contro 66,2 nell’edizione precedente. Le piste ciclabili raggiungono 98,9 chilometri complessivi, circa cinque in più, mentre i tratti protetti arrivano a quindici chilometri. Il rapporto, riferito al 2025, non comprende le opere completate nel 2026. Il trasporto pubblico registra variazioni contenute: 153,1 viaggi per abitante, rispetto a 152,3.

Un’altra cautela riguarda il fotovoltaico sugli edifici pubblici: il dato passa da 26,9 a 8,8 kilowatt ogni mille abitanti perché viene corretto il perimetro, limitandolo agli impianti comunali. La variazione non descrive quindi una perdita equivalente di pannelli installati.

Per il presidente di Legambiente Verona Andrea Gentili, i miglioramenti devono tradursi in scelte più incisive. Il circolo chiede un bilancio energetico aggiornato, un piano del verde, la tariffazione puntuale dei rifiuti e autobus più frequenti e diffusi. Sono richieste dell’associazione, che individua nella riduzione del traffico privato e nella continuità degli interventi ambientali le priorità per recuperare terreno.

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