L’area verde vicina a via Saturno porta da oggi il nome di Margherita Hack. Alla cerimonia con Federico Benini e Raimondo Dilara, il Comune ha ricordato la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. Un richiamo alla ricerca e alla curiosità, soprattutto per i più giovani.
I giardini vicini a via Saturno, tra via Selenia e via Vigasio, sono stati intitolati martedì 3 novembre a Margherita Hack. Il Comune di Verona ha dedicato l’area verde all’astrofisica, inserendo il suo nome in una zona dove le strade richiamano già il cielo e i pianeti. Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore Federico Benini, presidente della Commissione Toponomastica, e il presidente della Circoscrizione 5ª Raimondo Dilara.
La scelta lega un luogo di incontro del quartiere alla memoria di una scienziata che ha dedicato la propria attività alla ricerca sulle stelle e alla divulgazione. Hack, nata a Firenze nel 1922 e morta a Trieste nel 2013, è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, quello di Trieste.
Margherita Hack, un nome tra le vie dedicate ai pianeti
«In una strada che porta il nome di un pianeta, rendiamo omaggio a una donna che ha dedicato la propria vita allo studio delle stelle e dell’universo», ha sottolineato Benini. L’assessore ha richiamato il lavoro sulla luce stellare, attraverso il quale la ricerca permette di comprendere la composizione e le caratteristiche degli astri.
Nel ricordo proposto dal Comune, il valore della sua figura comprende anche la capacità di portare la scienza fuori dagli ambiti specialistici. Il rigore della ricerca si accompagna infatti alla divulgazione, che ha reso Hack un riferimento per un pubblico più ampio. Benini l’ha descritta come un esempio di libertà, curiosità e determinazione.
Il messaggio dell’intitolazione è rivolto in particolare ai bambini e alle nuove generazioni. Nell’area giochi, l’assessore ha richiamato curiosità e osservazione come strumenti per crescere: un legame fra l’esperienza quotidiana del parco e l’atteggiamento di chi cerca di capire ciò che vede. Nel suo intervento ha ricordato come lo studio della luce possa aprire la conoscenza di oggetti lontanissimi.
«Con questa intitolazione vogliamo trasmettere un messaggio soprattutto alle nuove generazioni: non esistono sogni troppo grandi quando si coltivano la curiosità e la passione per il sapere», ha dichiarato Benini. Il nome di Margherita Hack affianca così quelli di Saturno e delle altre vie della zona, portando nella toponomastica di questo spazio verde anche una protagonista della ricerca scientifica italiana.
