L’avvocato Fulvio Cavallari segnala il rischio che nuovi filtri e requisiti formali rendano più difficile il gratuito patrocinio. Al centro della sua analisi l’articolo 135 della manovra e le garanzie per i non abbienti. Anche l’OCF chiede di stralciare le disposizioni contestate.
Il gratuito patrocinio torna al centro del confronto sulla legge di bilancio. In una nota del 4 novembre, l’avvocato padovano Fulvio Cavallari contesta l’impostazione dell’articolo 135 del disegno di legge: controllare la spesa e prevenire gli abusi, sostiene, non deve rendere più difficile ottenere una difesa per chi non dispone di risorse economiche.
Il riferimento è una proposta legislativa, non una disciplina già definitivamente approvata. Cavallari concentra la sua analisi sugli effetti che una maggiore rigidità nella valutazione delle domande potrebbe produrre sulle persone più fragili. Il suo è un giudizio critico sulle garanzie di accesso alla giustizia, non una pronuncia di illegittimità costituzionale.
L’articolo 24 della Costituzione riconosce il diritto di agire in giudizio e la difesa come diritto inviolabile. Impone inoltre di assicurare ai non abbienti gli strumenti per far valere le proprie ragioni davanti a ogni giurisdizione. È su questo equilibrio tra controlli e tutela effettiva che il legale richiama l’attenzione.
Le garanzie per il gratuito patrocinio
Secondo Cavallari, una domanda che richieda valutazioni giuridiche complesse rischia di trasformarsi in un ostacolo proprio per chi ha bisogno di assistenza. Nella sua lettura, l’irrigidimento dei filtri e delle conseguenze degli errori formali potrebbe impedire l’accesso al beneficio prima ancora che il cittadino riesca a rappresentare compiutamente il proprio caso.
Il professionista solleva anche interrogativi sui requisiti formativi dei difensori e sull’ipotesi di utilizzare l’ISEE nella revisione dei criteri economici. Non li presenta come problemi inevitabili: chiede che le modalità applicative evitino costi sproporzionati e differenze territoriali nell’offerta di assistenza.
Le preoccupazioni si inseriscono in un confronto più ampio. Il 4 novembre l’Organismo Congressuale Forense ha chiesto lo stralcio dei commi 5–9 dell’articolo 135. L’OCF critica il metodo dell’intervento e teme restrizioni del diritto di difesa; anche il richiamo all’ISEE è formulato dall’organismo come ipotesi contestata, non come requisito già operativo.
Per Cavallari, la risposta dovrebbe passare da modelli di domanda semplici e uniformi, assistenza gratuita alla compilazione e possibilità di correggere gli errori non sostanziali. Propone inoltre una formazione accessibile e dati pubblici sulle domande dichiarate inammissibili, così da misurare gli effetti dei controlli sull’accesso concreto alla giustizia.
