Turismo a Verona in tenuta nonostante il calo dei passaggi in centro. Ad agosto l’occupazione degli hotel cittadini è salita all’82,1%, mentre il Garda ha raggiunto l’84,8%. Le prenotazioni per settembre e ottobre aumentano e gli eventi sostengono le prospettive dell’intero territorio.
Turismo a Verona, i numeri di agosto e dell’autunno
Il turismo a Verona ha chiuso agosto con segnali diversi tra flussi nel centro storico e pernottamenti. Il numero complessivo dei visitatori è diminuito, anche per effetto del caldo, ma gli alberghi cittadini hanno registrato un’occupazione dell’82,1%, in aumento rispetto all’80,2% dello stesso mese del 2025.
Il quadro emerge dai dati sul turismo veronese diffusi l’8 settembre. Le rilevazioni indicano che la minore presenza nelle vie del centro non ha prodotto un arretramento analogo per strutture ricettive e capacità di spesa.
Anche il Garda veronese conserva livelli elevati. L’occupazione media di agosto ha raggiunto l’84,8%: il Basso Lago è salito all’86,3%, con un incremento di 2,4 punti rispetto all’anno scorso, mentre l’Alto Lago si è attestato all’81,1%. La permanenza media è stata di circa sei notti.
Sul piano economico, nel primo semestre del 2026 il transato Mastercard sul Garda Veneto è aumentato del 12%. Il 74% della spesa è riconducibile a visitatori stranieri. Tra i mercati più dinamici figurano Austria, Paesi Bassi e Germania; crescono in particolare ristorazione, negozi alimentari e strutture ricettive.
Le prospettive per settembre e ottobre risultano migliori rispetto allo stesso momento del 2025. L’occupazione già acquisita raggiunge il 55,5% nell’intera area veronese e il 59,8% nel Comune. In provincia il dato parte dal 41,9%, contro il 37,3% rilevato un anno fa.
Gli eventi restano decisivi per distribuire le presenze oltre l’estate. Nella settimana di Marmomac le prenotazioni hanno già raggiunto il 70%, mentre il successivo calendario di Fieracavalli 2026 potrà sostenere ulteriormente l’autunno veronese.
Per operatori e imprese la sfida non riguarda soltanto il numero degli arrivi, ma anche l’allungamento dei soggiorni, la distribuzione dei flussi tra città, provincia e Garda e la capacità di trasformare gli eventi in occasioni di spesa per tutto il territorio.
