mercoledì, Settembre 9, 2026
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Negozi di moda a Verona, in tredici anni perse 168 attività e 80 erano in centro

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I negozi di moda a Verona sono diminuiti del 43,7% rispetto al 2012: le attività specializzate sono passate da 384 a 216. Ottanta chiusure riguardano il centro storico, mentre il settore affronta il calo dei consumi, la crescita dell’e-commerce e la necessità di nuove competenze.

Negozi di moda a Verona, i numeri della trasformazione

I negozi di moda a Verona sono 168 in meno rispetto al 2012. In tredici anni le imprese specializzate nella vendita di abbigliamento, calzature e articoli in pelle sono scese da 384 a 216, con una contrazione del 43,7% che ridisegna la rete commerciale cittadina.

Il calo riguarda sia il cuore della città sia i quartieri. Nel centro storico hanno cessato l’attività 80 esercizi, mentre nelle altre zone del capoluogo la diminuzione è stata di 88 unità. La tendenza è proseguita anche negli anni più recenti: tra il 2019 e il 2025 sono venute meno altre 77 imprese, delle quali 25 in centro e 52 nel resto di Verona.

I dati sono stati presentati durante “Level Up – Le competenze che fanno la differenza in negozio”, incontro promosso da Federmoda Confcommercio Verona con Confcommercio Verona e gli Enti Bilaterali. Il quadro ricostruito dalla rilevazione sul commercio veronese indica una trasformazione strutturale, non soltanto una difficoltà congiunturale.

Consumi e vendite online

Alla riduzione dei punti vendita si accompagna il calo della spesa familiare dedicata alla moda. La media mensile nazionale è passata da 114,65 euro nel 2019 a 102,55 euro nel 2024. In Veneto la discesa è stata da 116,73 a 109,85 euro nello stesso periodo.

Intanto il mercato globale continua a crescere e l’e-commerce amplia le possibilità di acquisto. Per i negozi fisici la risposta passa dall’integrazione tra presenza sul territorio e canali digitali, ma anche dalla conoscenza dei clienti, dalla lettura dei dati e dalla cura dell’esperienza in punto vendita.

La questione si collega più in generale al bilancio delle famiglie e alle scelte di consumo, già evidenti anche nelle differenze di prezzo rilevate nei supermercati veronesi. Per il commercio di prossimità la sfida consiste ora nel rafforzare competenze, servizio e identità, mantenendo attrattive le vie cittadine e il centro storico.

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