Il FIR digitale diventa obbligatorio dal 16 settembre 2026 per la tracciabilità dei rifiuti. Le imprese veronesi devono utilizzare il sistema RENTRI, mentre il Ministero ha definito procedure di emergenza in caso di malfunzionamenti del portale. Dalla stessa data scattano anche le sanzioni.
FIR digitale, cosa cambia dal 16 settembre
Il FIR digitale entra nella fase operativa per le imprese che producono, trasportano o gestiscono rifiuti. Dal 16 settembre 2026 il formulario per l’identificazione dei rifiuti deve essere gestito in formato digitale attraverso il RENTRI, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti. La scadenza interessa anche molte attività artigiane e produttive della provincia di Verona.
Obbligo e controlli per le aziende
Con l’avvio del nuovo regime diventano applicabili anche le sanzioni previste per l’uso non corretto del formulario. Per le imprese veronesi è quindi importante verificare l’accesso al sistema, l’organizzazione delle deleghe e la corretta formazione degli addetti. Il passaggio non riguarda soltanto un adempimento informatico: il FIR accompagna il rifiuto durante il trasporto e documenta origine, destinazione, quantità e soggetti coinvolti.
Le procedure in caso di malfunzionamento
Il Ministero dell’Ambiente ha approvato specifiche misure di emergenza per i casi in cui il portale RENTRI non sia disponibile. Il decreto direttoriale numero 254 del 9 settembre 2026 indica come garantire la continuità operativa e la tracciabilità anche durante un problema tecnico. Le indicazioni sul FIR digitale raccolte da Confartigianato Verona richiamano sia la nuova obbligatorietà sia l’entrata in vigore delle sanzioni.
Cosa conviene controllare subito
Le aziende dovrebbero verificare che gli operatori incaricati dispongano delle credenziali necessarie e che i dati anagrafici e autorizzativi siano aggiornati. È utile anche predisporre una procedura interna per l’emissione, la firma e la conservazione del formulario, oltre a conoscere le modalità alternative previste in caso di indisponibilità del sistema.
Il FIR digitale rende più immediata la condivisione dei dati lungo la filiera, ma richiede attenzione soprattutto nei primi giorni di applicazione. Associazioni di categoria e consulenti ambientali possono aiutare le imprese a verificare gli adempimenti ed evitare errori formali o ritardi nella gestione dei rifiuti.
