Il caldo estremo a Verona ha segnato l’estate 2026: tra il primo giugno e il 9 settembre sono stati registrati 45 giorni oltre i 35 gradi e 79 notti tropicali. I dati della rete èVRgreen indicano temperature medie giornaliere più alte di 2,41 gradi rispetto al 2025 e rafforzano l’urgenza di interventi contro le isole di calore.
Caldo estremo a Verona, cosa dicono le 42 centraline
Il caldo estremo a Verona è aumentato in modo netto rispetto all’estate precedente. L’analisi condotta dalla rete èVRgreen tra il primo giugno e il 9 settembre ha utilizzato i dati completi di 42 stazioni meteorologiche distribuite nel territorio comunale.
Nel periodo osservato la temperatura media giornaliera è risultata superiore di 2,41 gradi rispetto al 2025. Anche le minime sono cresciute: la differenza media tra le due estati è stata di 2,05 gradi, perché il mancato raffrescamento notturno aumenta il disagio per la popolazione.
Raddoppiano i giorni sopra i 35 gradi
I giorni di caldo estremo, definiti dal superamento dei 35 gradi di temperatura massima, sono passati da 20 nel 2025 a 45 nel 2026. Le notti tropicali, durante le quali la minima resta oltre i 20 gradi, sono invece salite da 48 a 79.
Il confronto descrive una stagione più calda, ma gli stessi ricercatori invitano alla cautela: due sole estati non bastano per attribuire la differenza osservata esclusivamente al cambiamento climatico. La maggiore frequenza degli episodi estremi resta comunque un indicatore da monitorare.
I dati per orientare gli interventi urbani
La rete nasce per individuare le aree più esposte alle isole di calore e fornire indicazioni utili alla progettazione del verde. Il progetto coinvolge Comune di Verona, Università di Verona e Padova, Arpav e Fondazione Cariverona, con l’obiettivo di collegare misurazioni, riforestazione urbana, biodiversità e riduzione delle polveri sottili.
I numeri completi e i grafici sono disponibili nell’analisi delle temperature urbane rilevate dalla rete èVRgreen. Il quadro cittadino approfondisce quanto emerso nel bilancio dell’estate 2026 in Veneto e del caldo oltre i livelli del 2003.
Un campanello d’allarme per la città
Le 79 notti tropicali incidono soprattutto su anziani, bambini e persone fragili, oltre a rendere più difficile il riposo negli edifici poco ventilati. La mappatura puntuale potrà aiutare a scegliere dove aumentare ombra e alberature, ridurre superfici impermeabili e creare spazi pubblici più resilienti.
Il monitoraggio non offre soltanto una fotografia dell’estate appena conclusa. Costruisce una base per misurare l’efficacia degli interventi e aggiornare le politiche climatiche della città.
