sabato, Ottobre 3, 2026
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Mamme No Pfas a Roma per il diritto all’acqua, dal Veneto richieste di bonifiche e controlli

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Le Mamme No Pfas a Roma hanno portato al Forum Popolare Alternativo per l’Acqua le richieste delle comunità venete: bonifiche, prevenzione e controlli. Un confronto che riguarda anche il Veronese, dove a Legnago la Rete Zero PFAS ha recentemente sollecitato nuove verifiche sulle polveri.

Come riferisce ViPiù.it nell’articolo del 3 ottobre, le attiviste e Acqua Bene Comune Vicenza hanno partecipato all’iniziativa nella capitale dal 1° al 3 ottobre, in rappresentanza di realtà aderenti alla Rete Zero PFAS Italia.

Mamme No Pfas a Roma: acqua e prevenzione al centro

Il Forum alternativo, promosso dai movimenti italiani per l’acqua, si è svolto in contrapposizione all’Euromediterranean Water Forum. La delegazione veneta ha distribuito materiale informativo davanti al centro congressi La Nuvola, richiamando la necessità di tutelare l’acqua come bene comune.

Tra le richieste riportate da ViPiù.it figurano la bonifica dell’ex sito Miteni di Trissino, il divieto di produzione e impiego dei PFAS e un accesso più ampio alle analisi del sangue. Le associazioni chiedono inoltre attenzione agli alimenti e sostegno ad agricoltori e allevatori.

Gli obiettivi pubblicati dalla Rete Zero PFAS Italia comprendono lo stop alla produzione, all’importazione e all’uso di queste sostanze, il risanamento di acque e terreni e la ricerca della loro presenza negli organismi viventi. Si tratta delle priorità dichiarate dal movimento, che affianca iniziative pubbliche e attività di informazione.

Il collegamento con le verifiche chieste a Legnago

Nel Veronese il tema è tornato al centro dell’attenzione con le analisi indipendenti sulle polveri raccolte a Legnago. La documentazione diffusa dalla Rete riguarda campioni identificati con il cimitero, la scuola Ungaretti e via Togliatti. L’associazione ha chiesto agli enti pubblici campionamenti condivisi e un confronto sulle procedure.

Questi risultati riguardano la polvere depositata, non l’acqua potabile: da soli non permettono di stabilire l’esposizione dei residenti o il rischio sanitario individuale. La richiesta locale di approfondimenti si inserisce quindi nel più ampio dibattito su monitoraggio ambientale, trasparenza dei dati e prevenzione.

In foto il Torrione di Legnago, immagine di repertorio: Falk2 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0; ridimensionata.

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