La crisi FDF di Oppeano torna al tavolo il 12 ottobre. Secondo Fiom Verona sono a rischio sessanta posti nello stabilimento di Vallese. Il sindacato chiede tutele economiche, formazione e ricollocazione, ma indica come priorità la ricerca di un imprenditore che mantenga produzione e occupazione.
La notizia è riportata da ViPiù.it nell’articolo del 6 ottobre, che ricostruisce la posizione della Fiom. Il precedente incontro si è svolto il primo ottobre presso Confindustria Verona, con la partecipazione della Regione Veneto da remoto.
Crisi FDF di Oppeano: il passaggio sugli ammortizzatori
Nella ricostruzione sindacale, al confronto sono intervenuti nuovi rappresentanti incaricati dalla proprietà. Hanno illustrato le difficoltà finanziarie e la necessità di interrompere l’attività per non accrescere ulteriormente il passivo.
Fiom riferisce di un’elevata esposizione bancaria e attribuisce le difficoltà a decisioni gestionali inadeguate. Si tratta delle valutazioni espresse dall’organizzazione dei lavoratori, sulla cui base è stato lanciato l’appello alle istituzioni e al mondo produttivo.
L’intenzione aziendale riportata dalla fonte sarebbe quella di passare dal contratto di solidarietà alla cassa integrazione straordinaria per cessazione entro la fine dell’anno. Il confronto previsto per domani dovrà chiarire il percorso e le misure concretamente disponibili.
La richiesta di continuità industriale
Il sindacato propone uscite soltanto volontarie, accesso alla Naspi e percorsi regionali di formazione e ricollocazione. Sono richieste avanzate nella vertenza, da distinguere da provvedimenti già approvati o da garanzie individuali già definite.
Per Fiom, tuttavia, la tutela non può esaurirsi negli strumenti che accompagnano la perdita del lavoro. La richiesta centrale è individuare un acquirente capace di conservare l’attività del sito e i posti dei dipendenti.
Il segretario provinciale Martino Braccioforte sollecita il coinvolgimento delle istituzioni e delle imprese per cercare una soluzione. L’appuntamento del 12 ottobre rappresenta quindi un passaggio per verificare tempi, prospettive produttive ed eventuali interessamenti.
Nel Veronese, il tema delle garanzie occupazionali è al centro anche del confronto sindacale sulle ore dei servizi CUP in appalto, una vertenza distinta che riguarda i servizi sanitari.
