CUP nel Veronese, prosegue il confronto sulle ore dei servizi in appalto. Cinque sigle sindacali tornano a contestare la riduzione e chiedono garanzie per lavoratori e utenti. La nuova posizione del 7 ottobre segue la risposta con cui ULSS 9 aveva escluso tagli a orari e stipendi del personale in servizio.
CUP nel Veronese: la nuova posizione dei sindacati
La presa di posizione di Filcams CGIL, Fisascat CISL, FP CGIL, SPI CGIL e FNP CISL, riportata il 7 ottobre da Verona News, insiste sulle 491 ore in meno nei servizi affidati alla Cooperativa Morelli. Per le organizzazioni, le modifiche non possono essere descritte come una riorganizzazione priva di conseguenze.
I sindacati collegano la vicenda ai vincoli economici della sanità e chiedono alla Regione risorse adeguate. Temono ricadute soprattutto su anziani, persone fragili e cittadini che incontrano difficoltà con gli strumenti digitali. Chiedono inoltre di tutelare i redditi degli addetti e di evitare che il personale sanitario pubblico debba assorbire ulteriori incombenze amministrative.
Il documento è sottoscritto da Graziella Belligoli, Elisabetta Gallina, Antonio De Pasquale, Adriano Filice e Viviana Fraccaroli. Le valutazioni sui possibili effetti sono quelle delle organizzazioni firmatarie.
La precedente risposta dell’ULSS 9
Nel precedente confronto su CUP e casse, ricostruito il 4 ottobre, l’ULSS 9 aveva sostenuto che la rimodulazione derivasse dall’analisi degli accessi nelle varie sedi. Secondo l’azienda, la risposta agli utenti rimane garantita anche con le casse automatiche, dopo la sperimentazione negli ospedali nel 2025.
Per il personale della cooperativa, l’ULSS aveva parlato soprattutto di mancata sostituzione delle persone che avevano cessato il servizio. Aveva inoltre distinto il contratto attuale, prorogato al 31 dicembre 2026, dalla gara appena aggiudicata e non ancora operativa, che comprende il software per il CUP Unico integrato con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata.
L’azienda aveva escluso un collegamento con futuri strumenti di intelligenza artificiale e confermato la disponibilità al confronto. Il nuovo intervento sindacale riapre dunque il dibattito sulle conseguenze della rimodulazione: restano distinte la ricostruzione aziendale e le preoccupazioni espresse dai rappresentanti dei lavoratori e dei pensionati.
Immagine simbolica: stetoscopio, foto HujiStat / Wikimedia Commons, pubblico dominio.
