domenica, Ottobre 11, 2026
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Bardolino, al centenario del Consorzio la strategia per il vino passa da semplicità e turismo

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Al convegno del centenario del Consorzio Vini Bardolino, a Garda, il presidente Fabio Dei Micheli indica semplicità e accessibilità come strategia. Il turismo diventa una leva per incontrare nuovi consumatori, con un programma di sviluppo su offerta e domanda annunciato da fine ottobre.

Un vino comprensibile e accessibile, capace di parlare anche ai turisti che frequentano il lago. È la direzione indicata dal Consorzio Vini Bardolino al convegno “Voltiamoci avanti – Vino: pensare Top e progettare Pop”, tenuto il 10 ottobre 2026 al Centro Congressi di Garda per il centenario dell’ente. La notizia riguarda le strategie annunciate per la denominazione del territorio gardesano veronese, in un mercato che deve confrontarsi con nuovi consumi e concorrenti.

Il presidente Fabio Dei Micheli ha posto la semplicità al centro del messaggio: rendere il vino comprensibile e accessibile a un pubblico ampio. Nel materiale stampa diffuso per il centenario, il riferimento alla pop art serve a spiegare un linguaggio immediato, rivolto anche a persone che già visitano il territorio. Il Consorzio annuncia un programma di sviluppo orientato sia all’offerta sia alla domanda, con avvio previsto da fine ottobre. La nota non ne dettaglia ancora misure, risorse o calendario operativo.

Il convegno è stato aperto dai saluti del sindaco di Garda, Davide Bendinelli. I videomessaggi del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani hanno richiamato, secondo la nota, il ruolo del vino nel presidio e nella tutela del territorio.

Consorzio Vini Bardolino: turismo e nuovi consumatori

Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio del Vino di Unione italiana vini, ha descritto una concorrenza sempre più ampia fra bevande che rispondono a bisogni differenti. La sua proposta è intercettare quei bisogni e rendere il vino visibile nei luoghi e nelle occasioni in cui possono emergere. Per il Bardolino, ha indicato nei flussi turistici una prima opportunità da sviluppare.

Le azioni suggerite da Flamini comprendono una maggiore presenza nella ristorazione e nei luoghi di aggregazione, insieme alla formazione degli operatori. L’obiettivo dichiarato è trasformare le occasioni di consumo in opportunità di conoscenza e fidelizzazione. Si tratta di una lettura e di proposte espresse al convegno, non di risultati commerciali già misurati.

La tavola rotonda, moderata dal giornalista Giacomo Mojoli, ha affrontato identità, riconoscibilità e futuro attraverso esperienze diverse. Sono intervenuti Andrea Amadei, Renato Bosco, Andrea Pernigo, Diego Rossi e Margherita Tovo. Semplicità, coerenza, autenticità e trasparenza sono i temi riassunti dal comunicato.

Attivo dal 1926, il Consorzio tutela il Bardolino Doc e il Chiaretto di Bardolino. Secondo i dati forniti dall’ente, la superficie vitata raggiunge 2.400 ettari, di cui 1.000 dedicati al Chiaretto. Per l’annata 2026 il Consorzio indica circa 20 milioni di bottiglie, equamente divise tra le due Dop. Sono cifre comunicate dall’organizzazione, che aiutano a inquadrare il peso della filiera nel Garda veronese.

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