(Adnkronos) – “I giovani sono al centro del dibattito perché sono il futuro del Paese. Un esempio di centralità: se una piccola e media impresa vuole inserire nei suoi processi di intelligenza artificiale, dai nostri dati deve investire tra il 3 e il 5% dei ricavi aziendali su base annua per inserire l’Ia appunto all’interno delle loro imprese. Ma ci vorranno giovani con competenze specifiche per poter maneggiare queste nuove competenze, questi nuovi processi, per far aumentare ulteriormente la produttività delle nostre imprese. Servono una defiscalizzazione strutturale per gli under 35, e non incentivi limitati nel tempo, e un piano casa concreto. Sono misure necessarie per aiutare i giovani a trovare lavoro, costruire il proprio futuro e restare in Italia, evitando che siano costretti a trasferirsi all’estero”. Lo ha detto Federico Chiarini, presidente Gruppo Giovani Imprenditori in Assolombarda, intervistato dalla vicedirettrice di Adnkronos Jole Saggese durante la diretta realizzata in occasione dell’Assemblea generale di Assolombarda.
“Le imprese – ha spiegato Chiarini – sono pronte a trattenere i giovani e a integrare l’intelligenza artificiale. I dati mostrano che le piccole e medie imprese hanno raddoppiato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, mentre le grandi aziende sono arrivate all’80% di adozione di questi nuovi strumenti”. Siamo in una “fase di rivoluzione industriale. Mi piace riprendere il paragone fatto dal presidente Alvise Biffi, che ha accostato l’intelligenza artificiale all’elettrificazione delle aziende all’inizio del Novecento. Posso dire che startup e giovani sono pronti ad adottare l’intelligenza artificiale, ma abbiamo bisogno che il Governo metta in campo misure a sostegno delle imprese, per trattenere i talenti sui nostri territori”, ha aggiunto.
Secondo Chiarini, questo impegno dovrebbe inserirsi in una strategia più ampia: “Deve essere un processo europeo di incentivazione al lavoro, un percorso europeo di flessibilità e di politiche attive sui vari territori. Cominciamo comunque a parlare del Governo italiano e poi sicuramente si potranno portare sui tavoli europei tutti i dibattiti e, come ha detto la premier Meloni, far sentire la nostra voce su ciò di cui l’Europa ha realmente bisogno”.
Alla domanda su quali siano le principali leve per aumentare la produttività e favorire la crescita, tra innovazione, tecnologia e internazionalizzazione, Chiarini non ha dubbi: “Sicuramente le due leve per l’aumento della produttività sono l’internazionalizzazione e l’innovazione. Nel primo caso, l’esempio di Dubai ci insegna che creare un ponte diretto verso nuovi Paesi, o sviluppare relazioni internazionali, ci permette di costruire rapporti con mercati strategici. Se guardiamo ai dati dal 2019 al 2025, l’interscambio tra il quadrilatero di Assolombarda e gli Emirati ha infatti raggiunto 1,7 miliardi di euro, raddoppiando. Dall’altra parte, l’innovazione è fondamentale perché, attraverso percorsi di open innovation, le piccole e medie imprese possono contribuire alla crescita delle startup e sviluppare nuove opportunità di collaborazione”, ha poi concluso.
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