I disordini in centro a Verona di sabato 17 ottobre hanno portato a oltre 60 identificazioni, sette accompagnamenti in Questura e sei denunce. Cinque denunciati sono minorenni. Nessun ferito; proseguono gli accertamenti attraverso telecamere e filmati diffusi online.
Il bilancio, riferito da Telenuovo sui controlli della Polizia di Stato, riguarda episodi avvenuti fra piazza San Nicolò, Gran Guardia e Pradaval. I sei denunciati risiedono in provincia di Verona; le contestazioni comprendono, a vario titolo, tentato incendio, blocco stradale, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
Disordini in centro a Verona: gli interventi di sabato
La prima segnalazione risale alle 16.40, quando un gruppo avrebbe rovesciato un cassonetto vicino a San Nicolò, cospargendolo di benzina. Alle 18.30, alla Gran Guardia, si erano radunate circa cento persone, mentre in via Menin erano presenti una trentina di militanti di estrema destra. La polizia ha impedito il contatto fra i gruppi.
Alle 19.15, al Pradaval, gli agenti hanno spento due cestini incendiati. È stata danneggiata anche un’auto della Questura, probabilmente da una bottiglia. Le immagini sono al vaglio per individuare ulteriori responsabili: le posizioni dei singoli restano oggetto di accertamento.
Il precedente di venerdì davanti alle scuole
Il giorno prima, i cassonetti incendiati davanti al Giorgi e l’episodio al Berti avevano portato a un diverso bilancio di 21 denunciati, venti minorenni. Diciannove frequentavano il Giorgi, mentre due erano iscritti all’alberghiero Berti. Davanti al primo istituto erano bruciati cinque cassonetti e un monopattino, con danni anche a un’automobile.
Per quei fatti la Digos ha acquisito registrazioni delle telecamere e video social. Il dirigente Michele Bragantini ha richiamato sicurezza, ascolto degli studenti e collaborazione con le famiglie e le autorità. Le denunce di venerdì e quelle di sabato appartengono a ricostruzioni distinte: i numeri non consentono di stabilire se vi siano persone coinvolte in entrambe le giornate.
Foto di repertorio: automobile della Polizia di Stato. Adrian Pingstone / Wikimedia Commons, pubblico dominio.
