Dopo i fatti del 16 e 17 ottobre, Tommasi incontra prefetto e questore con quattro assessorati. Il Comune annuncia un confronto con rappresentanti d’istituto e associazioni studentesche, coinvolgendo famiglie e scuole. Il sindaco richiama il peso dei social e le conseguenze degli atti violenti.
Il Comune di Verona avvierà un confronto con rappresentanti d’istituto e associazioni studentesche sul disagio giovanile e sulla prevenzione della violenza. È il percorso annunciato dopo l’incontro del 26 ottobre in Prefettura, richiesto dal sindaco Damiano Tommasi per fare il punto sugli episodi del 16 e 17 ottobre.
Al tavolo erano presenti il prefetto Demetrio Martino, il questore Mauro La Matina e gli assessori Jacopo Buffolo, per le Politiche giovanili, Luisa Ceni, per il Sociale, Stefania Zivelonghi, per la Sicurezza, ed Elisa La Paglia, per le Politiche educative. Il confronto si è svolto in forma informale, distinto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
L’incontro in Prefettura annunciato in Consiglio comunale ha riunito gli assessorati che seguono le iniziative sul territorio. Secondo quanto riferito dal sindaco all’uscita, l’obiettivo era comprendere quanto accaduto nelle ultime settimane e discutere le possibili risposte, tenendo insieme sicurezza, prevenzione e lavoro educativo.
Il dialogo con scuole, famiglie e studenti
Tommasi ha sottolineato che tra i giovani coinvolti vi sono molti minorenni e ha richiamato le conseguenze personali degli episodi per i ragazzi e le loro famiglie. Il sindaco ha inoltre sostenuto che il fenomeno non possa essere ricondotto al tema migratorio.
Nel confronto tra amministrazione, prefetto e questore, il primo cittadino ha ricordato la collaborazione della Polizia locale con la Questura e la necessità di definire i rispettivi ruoli. Ha indicato nei social e nelle informazioni false elementi che possono spingere i comportamenti dei giovani, chiedendo agli adulti maggiore capacità di leggere e anticipare queste dinamiche.
Il percorso con studenti e associazioni sarà seguito dall’assessore Buffolo. L’intenzione dichiarata dal Comune è coinvolgere anche famiglie e scuole per aumentare la consapevolezza della gravità degli atti violenti, della loro pericolosità e degli effetti sul futuro dei ragazzi.
Tommasi ha infine distinto le manifestazioni pacifiche dal ricorso alla violenza. Ha richiamato il rischio che il disagio espresso dai giovani resti in secondo piano dopo i disordini e ha ricordato le ripercussioni su residenti, turisti e commercianti, alcuni dei quali hanno adottato misure di tutela delle proprie attività.
