lunedì, Ottobre 26, 2026
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Verona, oltre 400 educatori da venti Paesi alla Biennale: incontri aperti alla Gran Guardia

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Dal 29 ottobre al 1° novembre Verona ospita la quinta Biennale di Convergence(s): attesi oltre 400 educatori da venti Paesi. Gran Guardia e Liceo Montanari accoglieranno atelier, testimonianze e dibattiti. Giovedì dalle 17 alle 19 incontro pubblico gratuito sulle pedagogie attive, con iscrizione.

Verona ospita dal 29 ottobre al 1° novembre la quinta Biennale di Convergence(s) pour l’Éducation Nouvelle. Secondo gli organizzatori sono attesi oltre quattrocento pedagogisti, insegnanti, operatori sociali e professionisti della formazione provenienti da venti Paesi. È la prima edizione italiana dell’incontro internazionale dedicato alle pedagogie attive, presentato il 26 ottobre in Comune.

Il programma si svilupperà tra Palazzo della Gran Guardia e Liceo Montanari, con sessanta atelier, quaranta testimonianze e ventidue dibattiti. Il tema scelto è “Ri-umanizzare l’educazione”: al centro, il rapporto fra apprendimento, relazioni e partecipazione, in un contesto segnato da disuguaglianze, trasformazioni digitali e intelligenza artificiale.

La Biennale è organizzata da FIT CEMEA, Movimento di Cooperazione Educativa e Polo Europeo della Conoscenza dell’Istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova, in collaborazione con il Comune di Verona. Il confronto coinvolge i movimenti dell’educazione attiva, che propongono percorsi fondati sull’esperienza, sulla cooperazione e sulla partecipazione di chi apprende.

Gli incontri aperti al pubblico alla Gran Guardia

Giovedì 29 ottobre, dalle 17 alle 19, la Gran Guardia ospiterà una conferenza sulle pedagogie attive, gratuita previa iscrizione. La riflessione ripercorrerà le esperienze delle scuole nuove del Novecento, la pedagogia di Freinet, il pensiero di Dewey e l’impegno di Korczak per i diritti dell’infanzia. L’appuntamento è pensato anche per insegnanti e operatori sociali che si avvicinano per la prima volta a queste pratiche.

Una selezione delle testimonianze sarà accessibile al pubblico, con iscrizione, venerdì e sabato pomeriggio dalle 15 alle 18.45. Le attività della Biennale e le relative modalità di partecipazione prevedono gruppi limitati per consentire il confronto e la traduzione: al massimo diciotto persone per gli atelier e venticinque per dibattiti e testimonianze. Gli appuntamenti completi vengono rimossi dal modulo di iscrizione.

Tra i temi annunciati figurano la formazione degli insegnanti di sostegno, la didattica nella natura, il ruolo dei genitori, l’alleanza tra scuola e territorio, la prevenzione della violenza di genere, il plurilinguismo e l’insegnamento della matematica e delle discipline scientifiche.

Il sindaco Damiano Tommasi ha indicato nello scambio internazionale un’opportunità per comprendere i bisogni delle nuove generazioni e delle famiglie. L’assessora alle Politiche educative Elisa La Paglia ha richiamato il contributo delle organizzazioni partecipanti alla costruzione di una comunità educante. Per il portavoce della rete Jean-Luc Cazaillon, il lavoro della Biennale consiste nel mettere in comune esperienze concrete nate per rispondere alle esigenze di persone e territori.

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