Le liste d’attesa a Verona tornano al centro della denuncia dello Spi Cgil: secondo il sindacato, oltre 1.600 prenotazioni nell’Ulss 9 non hanno rispettato i tempi di garanzia a marzo 2026. La richiesta è di rendere visibile anche la domanda che resta senza appuntamento, oltre alle prestazioni erogate.
I dati e le valutazioni sono contenuti nella presa di posizione dello Spi Cgil riportata da Verona News il 30 ottobre. Il periodo esaminato è marzo: i numeri non descrivono quindi le prenotazioni dell’ultimo mese né costituiscono un aggiornamento in tempo reale delle disponibilità.
Liste d’attesa a Verona: le specialità segnalate
L’analisi riguarda le visite con priorità D, differibili, per le quali il riferimento indicato è di trenta giorni. Secondo il sindacato, le quote di visite effettuate oltre il termine raggiungono il 26% in Ortopedia, il 19,5% in Endocrinologia, il 18,2% in Chirurgia vascolare e il 17,6% in Dermatologia. Seguono Otorinolaringoiatria e Urologia.
Lo Spi contesta soprattutto il perimetro delle statistiche: contare soltanto le prestazioni eseguite, sostiene, lascia fuori chi non ottiene una data, sceglie il privato oppure rinuncia all’accertamento. Chiede quindi di pubblicare anche i volumi delle richieste che il servizio non riesce a soddisfare.
La telefonata al Cup e l’accesso alle visite
Un secondo punto riguarda l’attesa al telefono. Nei dati richiamati dal sindacato, il tempo medio per contattare il Cup pubblico supera sette minuti e un quarto, contro due minuti e 22 secondi per la libera professione intramoenia. Il confronto riguarda la risposta telefonica: da solo non misura quanto occorra attendere per effettuare una visita.
La questione si affianca al confronto sulle ore dei servizi Cup nel Veronese, nel quale l’Ulss 9 aveva escluso tagli a orari e stipendi del personale in servizio.
Il segretario dello Spi Cgil Verona Adriano Filice chiede agende trasparenti, recupero dei ritardi nelle specialità più critiche e investimenti in personale e servizi territoriali. L’obiettivo indicato è seguire l’intero percorso del cittadino, dalla richiesta alla prestazione, includendo chi rimane senza una data certa.
