lunedì, Novembre 2, 2026
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Terziario veronese, ricavi in aumento per il 33% delle imprese: i costi frenano i margini

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Il terziario veronese mostra segnali di tenuta, ma deve fare i conti con spese crescenti: il 33% delle imprese intervistate dichiara ricavi in aumento, mentre l’82% segnala costi saliti oltre il 5%. Sono i risultati del Questionario economico-occupazionale 2026 di Confcommercio Verona.

La rilevazione illustrata da Verona News il 2 novembre comprende circa cento associate veronesi, dentro un campione regionale di 756 risposte. Le percentuali descrivono quindi le aziende partecipanti al questionario.

Terziario veronese: fatturati, personale e investimenti

Per il 42% del campione locale il fatturato è stabile; il 25% segnala una diminuzione. In Veneto le quote di crescita e calo sono rispettivamente il 24% e il 34%. A Verona un terzo delle imprese denuncia rincari dei costi superiori al 10%.

Il personale resta un altro nodo: il 21% segnala poche candidature e il 16% competenze insufficienti. Il 47% non programma nuovi investimenti nei prossimi dodici mesi, contro il 56% regionale. Quanto alle aspettative, il 25% prevede crescita e il 51% stabilità.

Il presidente Paolo Arena richiama la necessità di tutelare la redditività, in particolare dei negozi di vicinato. Il direttore Nicola Dal Dosso indica costi e burocrazia tra le priorità delle imprese.

Per il terziario veronese conta anche l’andamento della domanda turistica. La precedente analisi sui 917 mila visitatori in centro a settembre aveva rilevato un recupero rispetto ad agosto, ma valori inferiori a settembre 2025. Quel monitoraggio, basato sulla telefonia mobile nell’ansa dell’Adige, misura i flussi di persone: è un indicatore distinto dai fatturati dichiarati nel questionario.

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