venerdì, Ottobre 30, 2026
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Amorim: “Se sei il Milan, l’obiettivo è lo scudetto”. Chivu: “Inter, nel derby non conta la classifica”

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(Adnkronos) – “Lo scudetto è sempre l’obiettivo, ma è più difficile dopo aver perso qualche punto. Dobbiamo pensare anche a migliorare e a lottare. Vogliamo vincere, ma non vogliamo vincere un anno e l’anno dopo ritrovarci nella stessa situazione. Oggi bisogna capire che, rispetto alla capolista, c’è un gap”. Ruben Amorim ha le idee chiare. E, alla vigilia del derby di Milano contro l’Inter, il tecnico rossonero non ci gira intorno. “L’obiettivo è vincere lo scudetto, ma non so quanto ci vorrà”.  

I rossoneri ripartiranno dalla stracittadina dopo il rumoroso ko nel turno infrasettimanale contro il Bologna: “L’energia la troveremo dentro di noi, è una partita speciale e poco importa la stanchezza, bisogna performare. Con il Bologna mancava energia, troppi dettagli non hanno funzionato. Vogliamo fare meglio, ho già parlato con la squadra. Dopo la pausa per le nazionali non siamo riusciti ad allenarci al top…”. Amorim ha commentato anche le parole di Gerry Cardinale, che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha parlato di lui come Top Gun: “Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma vogliamo vincere ogni partita. Sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra”. 

Nel corso della conferenza stampa, Amorim ha parlato anche di Cristian Chivu: “Ho zero invidia per lui. Sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all’Inter. Non ho imparato la lezione dall’esperienza precedente. Ho scelto più o meno la stessa situazione, un club che sta provando a lanciare giovani come Cisse per costruire partendo da zero. So benissimo che bisogna vincere le partite per guadagnarsi il tempo necessario a costruire qualcosa di duraturo. Ognuno sceglie la propria strada, questa è la mia. Se funzionerà o meno, nessuno può saperlo ora, ma sono felice perché questo rispecchia il tipo di lavoro che voglio fare”. Il pensiero sui nerazzurri? “L’Inter può giocare a occhi chiusi. Fa rotazioni, come visto a centrocampo nell’ultima partita, e continua a esprimersi sempre nello stesso modo”. 

Nel pomeriggio, anche Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa: “Il derby? Siamo pronti, sappiamo che è una partita importante per l’Inter e per il Milan. Per la città e per i tifosi. E’ sempre una motivazione in più giocare queste partite, non conta la classifica. Bisognerà essere la nostra miglior versione per portarla a casa”. L’allenatore nerazzurro ha spiegato: “Che approccio mi aspetto? Nasce tutto dall’equilibrio, da ciò che hai nelle gambe e nella testa. Dipende anche dall’avversario, dovremo scegliere quando fare certe cose e quando no. Conosciamo la forza del Milan nel palleggio, può fare male tra le linee e in verticale”.  

L’Inter non batte il Milan da sette partite: “Noi dobbiamo pensare che è una partita di campionato – ha precisato il tecnico – senza guardare la classifica. Non dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo fatto negli ultimi anni. Dobbiamo essere la nostra miglior versione, aggiungendo qualcosina rispetto al passato. Se non vinciamo da sette partite, una domanda dovremmo farcela. Ma non vuol dire che i ragazzi non si siano impegnati, significa che gli episodi sono girati a loro favore, penso all’andata dell’anno scorso. Chi è favorito? Per me non esistono favoriti nel derby, c’è orgoglio e ambizione. Le energie le trovi nelle motivazioni. La pressione è per tutti, ma non dobbiamo pensare a cose che ti succhiano le energie”.  

Chivu ha poi ampliato il discorso: “Siamo solo alla decima giornata, la storia dello scorso campionato mi insegna che un derby può anche non essere decisivo. E’ vero che è una di quelle partite che può dare tanto a chi vince e togliere a chi perde, ma la storia dice che spesso non è così. Il Milan vinse con noi, poi perse con la Lazio quando tutti pensavano che il campionato fosse riaperto. Contano tutte le partite, la consistenza nel corso di tutta la stagione”.  

In chiusura, una battuta sul Generali Stadium, il nuovo stadio di Milan e Inter presentato nella cornice del Castello Sforzesco: “Allenare lì tra qualche anno? Devo stare attento a quello che dico, c’è un trabocchetto. So che ci sono i sostenitori del Meazza, lo sono anche io perché ci sono stato dentro. Allo stesso tempo sono anche favorevole all’innovazione, perché il mondo va avanti. Senza soldi, non si può sopravvivere nel calcio”.  

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