domenica, Settembre 20, 2026
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Banco Alimentare a Verona, 270 sostenitori in via Torricelli per rafforzare la solidarietà

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Il magazzino del Banco Alimentare del Veneto ha accolto 270 persone tra sostenitori, aziende e partner. A Verona il confronto si è concentrato sul sostegno alle persone fragili: dalla distribuzione del cibo al lavoro di rete, con attenzione anche alle opportunità di inclusione sociale e lavorativa.

Il Banco Alimentare a Verona ha riunito 270 persone nel magazzino di via Torricelli. La serata, raccontata da VeronaOggi il 17 settembre, ha coinvolto amici, imprese e organizzazioni che sostengono l’attività del Banco Alimentare del Veneto “Guido Biondani”.

Banco Alimentare a Verona, il valore della rete

All’incontro sono intervenuti Marco Piuri, presidente della Fondazione Banco Alimentare, la presidente veneta Adele Biondani e la direttrice Alessandra Campedelli. Accanto alla raccolta di sostegno, è stato affrontato il tema dei bisogni che accompagnano la povertà alimentare, dall’educazione all’inserimento lavorativo.

È stata presentata anche l’esperienza della cooperativa L’Officina dell’Aias, che gestisce a Verona il ristorante Mangiabottoni. Il lavoro delle organizzazioni territoriali permette di affiancare alla consegna degli alimenti relazioni e percorsi di inclusione.

I dati del 2025 illustrano la dimensione dell’impegno: 5.835 tonnellate di alimenti raccolte e distribuite attraverso 460 organizzazioni partner, raggiungendo 83.022 persone. Il volume corrisponde a circa 11,67 milioni di pasti equivalenti.

Dal recupero delle eccedenze agli alimenti freschi

La rete lavora anche sulla qualità e sulla conservazione dei prodotti. Come documenta Fondazione Banca Popolare di Verona, il progetto “Freschezza solidale” ha sostenuto nel 2025 il potenziamento del recupero, la manutenzione dei mezzi refrigerati e degli spazi di stoccaggio, insieme alla formazione sulla gestione degli alimenti freschi.

Il Banco recupera eccedenze dall’agricoltura, dall’industria alimentare, dalla grande distribuzione e dalla ristorazione. Il passaggio alle strutture caritative consente di trasformare prodotti ancora utilizzabili in un aiuto concreto per le famiglie, collegando la riduzione dello spreco al contrasto della povertà.

La serata di via Torricelli si inserisce in un territorio dove il sostegno alle associazioni assume forme diverse. Un altro esempio recente è il Charity Program di Straverona, con 15 mila euro destinati a nove realtà sociali: iniziative distinte, accomunate dall’obiettivo di rafforzare il lavoro quotidiano delle organizzazioni vicine alle persone in difficoltà.

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