Il Teatro Camploy ospita il 1° novembre alle 18 “Bianca e la Costituzione – Voci del primo voto 1946-2026”. Il progetto di Giulia Cailotto intreccia le parole delle Madri Costituenti e una sindaca di finzione, coinvolgendo scuole e gruppi teatrali veronesi. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
“Bianca e la Costituzione” arriva al Teatro Camploy di Verona domenica 1° novembre, alle 18. Lo spettacolo di teatro partecipato, promosso dal Comune e curato da Giulia Cailotto, ripercorre gli ottant’anni dal primo voto delle donne italiane attraverso un incontro fra memoria storica e vita contemporanea. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Il racconto mette in dialogo due piani. Da una parte ci sono le Madri Costituenti, con le parole pronunciate nell’Assemblea e gli scritti dell’epoca. Dall’altra c’è Bianca, una sindaca di finzione ispirata alle vicende delle prime amministratrici elette nel 1946.
La sua storia affronta pregiudizi di genere, difficoltà nel conciliare vita e lavoro e responsabilità della rappresentanza pubblica. Insicurezze, ambizioni e speranze del personaggio diventano così il punto di contatto tra le conquiste del passato e le domande sulla parità di oggi.
Bianca e la Costituzione, un palco tra generazioni
Il progetto coinvolge gli allievi e le allieve dell’Accademia Callas di Zevio, il gruppo teatrale dell’Università della Terza Età di San Martino Buon Albergo, La Rumarola Compagnia Teatrale di Garda e le classi quinte della scuola primaria Alle Stimate.
Per i bambini delle Stimate l’esperienza entra nel percorso di educazione civica. Per le giovani dell’Accademia Callas e le persone over 65 dell’Ute, il lavoro comune offre invece un’occasione per confrontare esperienze e punti di vista sulle disuguaglianze e sugli stereotipi.
Accanto a Cailotto, ideatrice, attrice e dramaturg, lavorano Margherita Monga alla drammaturgia, Sabrina Modenini come attrice, Michele Montresor al visual design e Andrea De Manincor alla regia.
La vicesindaca e assessora alla Parità di genere Barbara Bissoli sottolinea il valore del coinvolgimento emotivo del pubblico per stimolare consapevolezza nelle nuove generazioni. L’assessora alle Manifestazioni Alessia Rotta richiama il confronto tra ragazzi e genitori e auspica che l’esperienza possa proseguire nei teatri della provincia: una prospettiva, per ora, indicata come obiettivo del progetto.
Teatro Camploy, foto d’archivio del Comune di Verona.
