domenica, Ottobre 11, 2026
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Cassa integrazione, Confimi segnala difficoltà a Verona: sotto pressione metalmeccanica e legno

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La cassa integrazione nel Veronese torna al centro dell’attenzione di Confimi Apindustria: metalmeccanica, legno e tessile sono i comparti più esposti. L’associazione chiede sostegni rapidi, formazione e accesso al credito per evitare che il calo degli ordini disperda competenze difficili da sostituire.

La lettura dell’associazione è riportata da VeronaNews nell’articolo dell’11 ottobre. Il Radar Manifattura di Confimi Industria segnala un aumento del 16% delle domande di cassa integrazione; per il Veneto l’incremento indicato raggiunge il 21%. Il dato regionale va distinto dalla situazione dei singoli comparti provinciali.

Cassa integrazione nel Veronese: i settori esposti

Secondo Confimi Apindustria Verona, il maggiore ricorso agli ammortizzatori interessa la lavorazione dei metalli, il legno e il tessile. Sono filiere nelle quali molte piccole e medie aziende dipendono dall’andamento degli ordinativi e dai mercati di sbocco.

La rilevazione richiamata dalla fonte indica inoltre che il 19% delle imprese prevede di utilizzare gli ammortizzatori a fronte di una forte contrazione delle commesse. A gennaio, invece, l’87% dichiarava di non averli utilizzati e l’11% riferiva una riduzione del personale.

Claudio Cioetto, presidente di Confimi Apindustria Verona, sottolinea che le aziende hanno cercato di assorbire i costi e l’incertezza prima di trasferire le conseguenze del rallentamento sui lavoratori. Questa capacità, osserva, ha però dei limiti.

Il nodo delle competenze e le richieste alle istituzioni

Per l’associazione, preservare l’occupazione significa anche conservare professionalità costruite attraverso anni di esperienza. La perdita di addetti specializzati potrebbe indebolire la capacità produttiva proprio quando i mercati torneranno a crescere.

Da qui la richiesta di procedure più semplici e tempi rapidi nell’erogazione dei sostegni, accompagnati da formazione e riqualificazione durante la sospensione del lavoro. Confimi sollecita anche misure per liquidità, investimenti e credito, chiedendo collaborazione tra aziende, istituzioni e parti sociali.

Nel territorio, il tema della continuità produttiva emerge anche nella vertenza FDF di Oppeano, con sessanta posti a rischio e un nuovo incontro previsto per il 12 ottobre. È un caso specifico, distinto dai dati generali della rilevazione manifatturiera.

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