sabato, Ottobre 31, 2026
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Castel d’Azzano, tre ufficiali dei carabinieri indagati per omicidio colposo plurimo

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Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla strage di Castel d’Azzano: tre ufficiali dei carabinieri risultano indagati per omicidio colposo plurimo. Gli accertamenti riguardano l’organizzazione e la conduzione dell’intervento del 14 ottobre 2025, nel quale morirono tre militari.

Secondo VeronaOggi, che riporta la notizia confermata dall’Ansa, la Procura di Verona ha iscritto nel registro degli indagati il colonnello Claudio Papagno, comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Antonio Sframeli, già alla guida del Reparto operativo, e il capitano Vincenzo Spataro, comandante della Compagnia di Villafranca.

L’ipotesi di reato è contestata in concorso. La notizia è emersa durante un’udienza in Corte d’Appello collegata al procedimento disciplinare promosso dalla Procura generale di Venezia. Le presunte condotte esaminate riguardano negligenza, imprudenza e imperizia nella preparazione e nella gestione dell’operazione.

Castel d’Azzano, distinti gli accertamenti sull’intervento

L’iscrizione nel registro degli indagati non costituisce un accertamento di colpevolezza. Le responsabilità ipotizzate devono essere verificate nel procedimento e restano distinte da quelle contestate ai fratelli Ramponi per l’esplosione del casolare.

La strage di Castel d’Azzano risale alla notte del 14 ottobre 2025, quando nell’abitazione di via San Martino morirono Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari. I militari erano impegnati in un intervento di perquisizione e sfratto. Il primo anniversario della tragedia è stato ricordato questo mese, mentre proseguivano i diversi percorsi giudiziari.

Per il processo ai fratelli Ramponi davanti alla Corte d’Assise di Verona era stata fissata la prima udienza al 26 ottobre. Dino, Maria Luisa e Franco Ramponi sono accusati di strage, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale. L’inchiesta coordinata dalla pubblico ministero Silvia Facciotti si era conclusa a luglio.

La difesa ha contestato l’intenzione di uccidere altre persone, sostenendo che i tre volessero togliersi la vita per non lasciare la casa. La richiesta di una perizia psichiatrica era stata respinta. Il confronto fra ricostruzione accusatoria e tesi difensiva appartiene a quel processo; l’indagine sugli ufficiali riguarda invece le modalità dell’intervento.

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