Un cigno imbrattato nel Naviglio è stato ricoverato al centro Lipu La Fagiana dopo lo sversamento di oli. I veterinari lo hanno stabilizzato, ma resta in condizioni critiche.
Un cigno imbrattato nel Naviglio è stato recuperato nel Milanese e trasferito al centro per la fauna selvatica Lipu La Fagiana di Pontevecchio di Magenta. L’animale, ricoperto da una sostanza oleosa, è arrivato in condizioni critiche dopo lo sversamento che ha interessato il corso d’acqua.
Cigno imbrattato nel Naviglio: le cure del centro Lipu
La responsabile del centro, Stefania Pulici, ha spiegato che il personale sanitario è riuscito a stabilizzare il cigno e ha eseguito un primo lavaggio del piumaggio. Come riferisce ANSA nella notizia pubblicata il 5 settembre, la sostanza copriva il corpo dell’animale dal collo fino al ventre e alle zampe.
Dopo il trattamento di pulizia, il cigno è stato sistemato in una camera calda per favorire il recupero. La prognosi resta delicata, perché il contatto con oli e sostanze inquinanti può compromettere l’impermeabilità del piumaggio, la capacità di mantenere la temperatura corporea e, in caso di ingestione, anche gli organi interni.
Al centro è arrivata anche una tortora completamente imbrattata. L’uccello boccheggiava e, secondo gli operatori, potrebbe avere ingerito la sostanza: nonostante l’intervento, non è sopravvissuto. Il caso conferma la gravità delle conseguenze che uno sversamento può avere sulla fauna acquatica e sugli animali che vivono lungo le sponde.
La Lipu ha attivato il protocollo previsto per emergenze di questo tipo e ha rivolto un appello ai cittadini. Chi trova un animale sporco di olio non deve tentare di lavarlo o alimentarlo autonomamente: detergenti, manipolazioni e procedure improvvisate possono peggiorare le condizioni. È invece necessario contattare il centro di recupero competente o le autorità locali, indicando con precisione il luogo del ritrovamento.
Restano da accertare l’estensione dello sversamento e il numero di animali coinvolti. Il monitoraggio dell’area sarà decisivo per individuare altri esemplari in difficoltà e ridurre i rischi ambientali.
