domenica, Ottobre 25, 2026
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Don Bruno Callegari, una vita tra i lavoratori della ZAI e le parrocchie del Veronese

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Don Bruno Callegari è morto il 13 ottobre 2026, a 91 anni, alla Casa Sacerdoti di Negrar. Per diciotto anni si era occupato della pastorale del lavoro nella ZAI, prima di guidare Remelli, Corbiolo e Monte. Negli ultimi anni aveva continuato il servizio nella comunità di San Pietro in Cariano.

Il servizio di don Bruno Callegari ha attraversato oltre sessant’anni di storia della Chiesa veronese, dal mondo operaio alle parrocchie della provincia. Il sacerdote diocesano è morto nella tarda serata di martedì 13 ottobre 2026. Aveva 91 anni e negli ultimi tre mesi era stato accolto alla Casa Sacerdoti di Negrar. La Diocesi di Verona aveva fissato i funerali per sabato 17 ottobre alle 10, nella chiesa parrocchiale di San Pietro in Cariano. L’annuncio diocesano prevedeva la successiva sepoltura nel cimitero del paese.

Don Bruno Callegari e gli anni nella pastorale del lavoro

Nato a Villa Bartolomea il 27 maggio 1935, apparteneva alla parrocchia cittadina di Gesù Divino Lavoratore. L’ordinazione presbiterale risale al 30 aprile 1964. In quella comunità iniziò il ministero come vicario parrocchiale, un incarico che mantenne fino al 1966.

Seguì una lunga fase dedicata al mondo del lavoro. Per diciotto anni, dal 1966 al 1984, fu incaricato della Pastorale del Lavoro alla ZAI. Durante questo periodo assunse anche il ruolo di vicedirettore dell’ufficio diocesano competente, tra il 1977 e il 1979: due responsabilità che segnarono una parte consistente del suo servizio a Verona.

Le comunità della provincia e gli ultimi anni

Don Bruno passò poi alla guida di Remelli, dove rimase dal 1984 al 2000. Dopo sedici anni in quella comunità, fu parroco a Corbiolo tra il 2000 e il 2001. Dal 2001 al 2013 guidò invece la parrocchia di Monte.

Alla rinuncia all’incarico seguì il trasferimento a San Pietro in Cariano. Qui continuò a collaborare alla vita della parrocchia, fino all’ingresso nella struttura di Negrar circa tre mesi prima della morte. Il suo percorso aveva unito l’impegno negli ambienti di lavoro alla responsabilità delle comunità parrocchiali, proseguendo anche dopo la conclusione dell’ultimo incarico da parroco.

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