martedì, Settembre 8, 2026
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Estate 2026 da record in Veneto: caldo oltre il 2003 e piogge ancora sotto media

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L’estate 2026 è stata la più calda mai misurata in Veneto per temperatura media, superando di poco il 2003. ARPAV registra quattro lunghe ondate di calore, numerosi nuovi primati termici e precipitazioni inferiori alla norma, pur senza collocare la stagione tra le più secche in assoluto.

Estate 2026, i primi dati climatici del Veneto

L’estate 2026 ha raggiunto in Veneto una temperatura media di 23,5 gradi, superando i 23,4 gradi registrati nel 2003. Il primo bilancio stagionale pubblicato da ARPAV sui dati meteorologici regionali descrive una stagione segnata da caldo persistente e da molte rilevazioni senza precedenti.

Le ondate di calore individuate sono quattro. La prima ha coinvolto l’intera regione dal 17 giugno al primo luglio; la seconda, dal 7 al 16 luglio, ha interessato circa un quinto del territorio. Una terza fase, estesa a tutto il Veneto, è durata dal 29 luglio al 7 agosto, mentre l’ultima ha riguardato circa il 60 per cento della regione tra il 9 e il 16 agosto.

Disagio fisico e nuovi record

L’analisi considera anche il disagio fisico, un indicatore che combina temperatura dell’aria e umidità relativa. Agosto ha fatto registrare 17 giorni particolarmente critici e giugno 14: sono le due sequenze più lunghe e intense osservate nella serie regionale. Gli undici giorni rilevati a luglio rientrano inoltre tra i dieci episodi peggiori.

I nuovi record assoluti comprendono 31 valori minimi, 46 temperature medie e 17 massime. Tra gli esempi citati figurano minime di 28,4 gradi a Trissino e medie superiori ai 32 gradi nel Vicentino. Per le precipitazioni emerge un deficit, ma il totale resta nella fascia statistica considerata normale.

Le conseguenze anche per il Veronese

Il quadro regionale aiuta a leggere gli effetti del caldo anche su Verona e provincia: stress per le persone fragili, maggiore domanda idrica e pressione su agricoltura, verde urbano ed ecosistemi. Il tema resta attuale anche alla luce del recente cambiamento del tempo atteso nel Veronese.

ARPAV annuncia un rapporto stagionale più completo nei prossimi giorni. I dati definitivi permetteranno di approfondire distribuzione territoriale delle temperature, piogge e scarti climatici nelle diverse province.

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